Economia

Gasdotto Tap, ecco perché alla fine si farà

Nonostante le residue resistenze del M5S, le penali da pagare per lo stop all’opera sarebbero, secondo gli stessi grillini, insostenibili

proteste no Tap Movimento 5 Stelle

Giuseppe Cordasco

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Dovrebbe arrivare oggi il parere finale del ministero dell'Ambiente per la ripresa dei lavori nel cantiere del gasdotto Tap in Puglia. Gli uffici tecnici del dicastero guidato dal ministro pentastellato Sergio Costa stanno infatti esaminando nuovamente se sono state rispettate da Tap tutte le prescrizioni ambientali.

Da notare che il controllo in questione era già stato effettuato questa estate e già allora non erano emerse irregolarità. C’è da prevedere dunque, anche alla luce delle recenti prese di posizione di altri esponenti grillini del governo, che l’opera, contestata con forza a livello locale, alla fine si farà.

Le parole del ministro Lezzi

A risultare quanto mai indicative sono state soprattutto le parole del ministro per il Mezzogiorno Barbara Lezzi. "Abbiamo le mani legate dal costo troppo alto che dovremmo far pagare al Paese per fermare l'opera” ha detto la ministra del M5S, un costo che "per senso di responsabilità non possiamo permetterci".

E a questo proposito sono circolate indiscrezioni secondo le quali un eventuale stop definitivo ai lavori potrebbe portare il nostro Paese al pagamento di penali dell’ordine addirittura di 20 miliardi di euro. Ma le parole della Lezzi sono risuonate però come un vero tradimento per i militanti Cinquestelle che a livello locale da tempo portano avanti la battaglia contro la costruzione del gasdotto.

Ma i no-Tap non mollano

Come detto, la delusione è forte nella comunità salentina per un via libera che sembra ormai imminente. A questo proposito lunedì sera, il sindaco di Melendugno, Marco Potì, insieme ai parlamentari pugliesi e consiglieri regionali del M5S erano stati ricevuti dal premier Conte, ribadendo le loro accuse di irregolarità a Tap.

E proprio in seguito a questo incontro, il ministro Costa aveva deciso un supplemento di istruttoria, il cui esito, come detto, dovrebbe arrivare proprio oggi. In attesa del verdetto, i no Tap però non mollano, e per bocca del sindaco Potì invitano il governo a "stare col fiato sul collo di Tap cercando di far emergere le violazioni di legge compiute. Non ci sarebbe così nessun bisogno di bloccare i lavori per volontà politica, ma Tap si bloccherebbe da sola per propria responsabilità, senza il terrore di risarcimenti".

Ma a giocare a sfavore dei no Tap, c’è la anche la posizione di Matteo Salvini. Il leader della Lega, dopo un’iniziale contrarietà all’opera, ora ha cambiato idea, e anzi giudica positivamente la realizzazione del gasdotto Tap che, secondo alcune stime citate dal ministro dell’Interno, potrebbe portare ad un abbassamento dei costi energetici nel Paese del 10%.

Ripartono i lavoro

La ripresa dei lavori del Tap, fermi ormai da maggio, appare a questo punto dunque un esito quasi scontato. Nelle prossime ore la nave Adhemar de Saint Venant, che svolgerà i primi lavori propedeutici alla realizzazione del gasdotto nel tratto di mare antistante San Foca a Melendugno, dovrebbe dunque salpare dal porto di Brindisi.

L'autorizzazione, che dovrebbe essere resa nuovamente operativa dalla decisione del ministero dell’Ambiente, fornisce alla ditta Jan de Nul Luxemburg Sa (subappaltatrice di Saipem, che realizzerà la parte in mare del gasdotto) la possibilità di svolgere interventi nelle acque antistanti Melendugno dal 5 ottobre al 31 dicembre.

I lavori a terra, invece, dovrebbero riprendere nei prossimi giorni nella zona di Masseria del Capitano, dove è prevista la costruzione del terminale di ricezione del gasdotto.

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