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Economia

Fiducia di consumatori e imprese in calo in aprile

Un leggero segnale positivo viene dal settore manifatturiero. Ma la congiuntura è ancora a macchia di leopardo. E la ripresa molto lenta

L'indice composito del clima di fiducia dei consumatori diminuisce ad aprile a 108,2 da 110,7 del mese precedente. Lo comunica Istat che ha sospeso per tutta la settimana i consueti briefing per la stampa a causa della protesta dei dipendenti. Per quanto riguarda le componenti dell'indice di fiducia dei consumatori, sono in diminuzione tutti gli indici: in particolare quello economico che passa a 134,4 da 144,1; quello personale a 98,9 da 99,7; quello corrente a 101,3 da 102,2 e quello futuro a 118,6 da 123,6.

Peggiorano i giudizi dei consumatori sull'attuale situazione  economica del Paese (a -62 da -57 il saldo) e le attese sull'economia (a 10 da 22). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi aumenta passando a -15 da -26 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -13 da -28). Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione (a 22 da -1 il saldo).  

Non va meglio nel settore delle imprese: l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane mostra un calo, scendendo a 102,1 da 103 di marzo. Migliora però l'indice del clima di fiducia del settore manifatturiero a 104,1 da 103,7, il livello più elevato da giugno 2011, e del commercio al dettaglio a 105,9 da 103, anche qui il massimo da dicembre 2010. Invece scende quello delle imprese di costruzione (a 113,3 da 116) e dei servizi di mercato (a 104,4 da 108,1).

Nelle imprese manifatturiere migliorano lievemente i giudizi sugli ordini (a -10 da -11 i saldi) ma le attese di produzione rimangono stabili (a 10), così come il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino (a 3). Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -38 da -36), sia le attese sull'occupazione (a -12 da -11). Nelle imprese dei servizi peggiorano le attese sugli ordini e sull'andamento generale dell'economia (a 2 da 4 e a 8 da 17, i rispettivi saldi); sono, invece, stabili a 2 i giudizi sul livello degli ordini. Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti (a 3 da -5), mentre peggiorano le attese sulle vendite future (a 26 da 28); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 4 da 7).

Gli indicatori di fiducia di aprile "segnalano nel complesso che la ripresa procede ma a ritmi contenuti" spiega Sergio De Nardis, capo economista di Nomisma.  Sul fronte delle famiglie, la correzione è soprattutto da ascrivere "all'abbassamento della valutazione dei consumatori sulla situazione generale dell'economia", anche se emerge un miglioramento del giudizio circa il bilancio familiare. Sul lato delle imprese, l'indicatore maggiormente da seguire è quello della fiducia nella manifattura che conferma una tendenza di miglioramento trainato dalla domanda estera. Come per l'industria però si tratta comunque di una congiuntura ancora a "macchie di leopardo", con persistenti difficoltà per le imprese di minore dimensione.

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