Disoccupati, c'è un posto di lavoro per voi

Programmatori informatici in Lombardia o camerieri in Trentino. Sono molte le posizioni professionali aperte in Italia, anche se hanno subito un forte calo nell'ultimo trimestre

Uno sportello informativo sul lavoro (Alessandro Di Marco/Ansa)

Andrea Telara

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Non sono moltissimi, circa 38mila in tutto su oltre 2,7 milioni di disoccupati (dati Istat). E stanno diminuendo a ritmi sostenuti: nel terzo trimestre di quest'anno, nei settori dell'industria e dei servizi, sono scesi infatti dallo 0,7 allo 0,5% dell'intera forza-lavoro, complice la recessione economica in atto. Eppure, nelle imprese del nostro paese, esistono ancora migliaia di posti vacanti, cioè delle posizioni lavorative aperte, che nessuno riesce purtroppo a coprire: né le aziende, che non trovano dei candidati in grado di soddisfare le loro esigenze, né gli stessi disoccupati, che non hanno i requisiti giusti per essere assunti.

GLI ULTIMI DATI SULLA DISOCCUPAZIONE

Il problema dei posti vacanti che rimangono scoperti per troppi mesi è una spina nel fianco per molte aziende di tutta la Penisola ed è stato più volte messo in evidenza da diverse ricerche delle associazioni di categoria. L'ultima, in ordine di tempo, è quella di Unioncamere , realizzata con i dati del sistema informativo Excelsior e presentata (come ogni anno) all'interno della manifestazione fieristica Job&Orienta, dedicata al mondo del lavoro e della formazione.

IL CALVARIO DEI DISOCCUPATI ITALIANI

Secondo le statistiche di Excelsior-Unioncamere, in tutto il 2012 le figure professionali introvabili sono state circa 65mila (oltre il 16% delle assunzioni non stagionali programmate) e si sono concentrate in alcuni segmenti del commercio, dell'industria e dei servizi. Ai vertici della classifica ci sono alcuni profili di lavoratori molto specializzati come i programmatori informatici: in Lombardia, la regione più ricca del paese e con un tasso di disoccupazione più basso della media nazionale, almeno il 90% delle assunzioni di esperti di software rimangono scoperte per molti mesi, creando non pochi problemi alle imprese.

LA DISOCCUPAZIONE E GLI OVER40

Difficili da reperire sono anche i camerieri non stagionali in Trentino Alto Adige o gli operai termoidraulici nel Lazio e molte altre professionalità del settore meccanico, in cui ben 3 mila figure lavorative, su 15mila ricercate, risultano irreperibili. Non è difficile capire a chi va imputata la responsabilità di questa barriera che si è creata tra le offerte di lavoro delle aziende e le aspettative dei candidati in cerca di un'occupazione. La colpa è senza dubbio del sistema scolastico e della formazione professionale, che non riescono a sfornare competenze adeguate per il nostro sistema produttivo. Il problema riguarda purtroppo anche il mondo dell'istruzione universitaria. Secondo Unioncamere, infatti su 59mila assunzioni destinate nel 2012 ai laureati, quasi una su cinque è risultata molto difficile da portare a termine, per la mancanza di competenze sul mercato del lavoro.

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