Ecco perché Fiat interessa così tanto al mercato

Fioccano i rumors circa possibili fusioni: dopo le voci di un'alleanza con Volkswagen ora quelle riguardanti Peugeot. E intanto il titolo vola

Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA – Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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La fidanzata ideale con cui tutti vorrebbero convolare a giuste nozze: questo sembra essere diventata negli ultimi tempi FCA Fiat Chrysler Automobiles. Una creatura imprenditoriale nata dalla caparbietà di Sergio Marchionne, che comincia a raccogliere i frutti del suo lavoro. Si può infatti facilmente immaginare come stia gongolando il manager italo-canadese a tutte queste notizie di possibili alleanze che in fondo non fanno altro che dimostrare un interesse molto elevato del mercato dell’auto intorno a un player che è tornato, dopo un lungo periodo di appannamento, a far sentire con forza la propria presenza a livello commerciale.

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E così succede che a una settimana esatta da quando su un mensile tedesco si erano diffuse le voci, poi smentite, che la casa automobilistica italo-americana volesse fondersi con Volkswagen, questa volta  è stato il sito del Financial Times a riportare la notizia di una trattativa con i francesi di Psa Peugeot-Citroen. Ancora una volta però si è trattato solo di voci e di indiscrezioni smentite seccamente nel breve volgere di qualche ora. Rumors buoni soltanto a far guadagnare in un giorno fino al 3,8% al titolo Fiat e il 2% a quello di Peugeot. Si conferma però l’interesse crescente per FCA, che si può provare a spiegare mettendo in fila una serie di fatti incontrovertibili, il primo dei quali ha a che fare proprio con gli andamenti di Borsa appena citati.

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Boom del titolo
Se si guarda all’andamento del listino Fiat in questo ultimo anno in cui ha preso forma la fusione con Chrysler, si scopre un primo indizio rilevante della fiducia e dell’interesse che il mercato finanziario ha rivolto alla nuova creatura industriale voluta da Marchionne. Numeri alla mano si rileva infatti che nell’ultimo mese, il valore del titolo Fiat quotato a Piazza Affari è cresciuto del 2,3%. Se si considerano invece gli ultimi sei mesi, l’incremento sale al 5,71%, e se si volge lo sguardo ancora più indietro e si fa riferimento agli ultimi 12 mesi, si scopre poi che il rialzo è stato addirittura del 26,9%, con una quotazione che attualmente si fissa intorno a 7,62 euro, con punte anche di oltre 9 euro toccate ad aprile. Dunque un trend di crescita che non lascia dubbi sulla fiducia che circola intorno a FCA.

Bilanci
Di certo non si può parlare di un miracolo economico di Fiat, data anche la situazione di crisi che attanaglia ormai da anni il mercato dell’auto a livello mondiale. Però anche sul fronte dei bilanci finanziari ci sono sintomi incoraggianti, che indicano una società che se non pienamente in salute, ha comunque imboccato la via di una ripresa solida. Il gruppo Fiat ha chiuso infatti il primo trimestre di questo 2014 con ricavi in crescita del 12% a 22,1 miliardi di euro e un risultato della gestione ordinaria a 0,6 miliardi di euro, in aumento del 6%. Le perdite, in un primo momento annunciate a 319 milioni di euro, sono state riviste a 173 milioni. E se si guarda al secondo trimestre, i cui numeri verranno analizzati a fine mese, bastano le parole di Marchionne a diffondere note positive. Interpellato in proposito infatti, il manager in pullover ha risposto: “Non sono mai soddisfatto, non mi piacciono i numeri, ma vanno alla grande, in linea con le attese”.

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Vendite in America
Gli ottimi risultati conseguiti finora dalla Chrysler negli Usa certamente sono un altro dei fattori di interesse per potenziali alleati europei della Fiat, che guardano con favore a un partner che potrebbe garantire vendite consistenti Oltreoceano. E quindi a questo proposito è significativo sottolineare che a giugno, ultimo dato disponibile, la controllata statunitense del Lingotto ha venduto negli Stati Uniti 171.086 unità, con un aumento del 9% rispetto allo stesso periodo di un anno prima, mettendo a segno il miglior giugno dal 2007 anche considerando il fatto che ci sono stati due giorni di vendita in meno rispetto al 2013.

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Alto di gamma
Molto apprezzata sembra poi la nuova strategia industriale che Marchionne ha deciso di lanciare a favore dell’alto di gamma. Il programma in particolare prevede da una parte il rilancio di un marchio come Alfa Romeo, da troppo tempo mortificato da risultati commerciali non all’altezza della storia di questo brand. Dall’altra si è deciso di puntare molto su Jeep, con un progetto che tra l’altro prevede la costruzione di un nuovo Suv che sarà realizzato interamente negli stabilimenti italiani. Tra l’altro c’è da ricordare che a giugno le vendite di Jeep negli Usa sono salite del 28% mettendo a segno il miglior mese in assoluto. Con questi due brand dunque, a cui si unisce quello della Maserati, il Gruppo Fiat conta, tra le altre cose, di sfondare anche nei mercati asiatici, come annunciato dallo stesso Marchionne.

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Prossimi appuntamenti
Intanto, il processo di fusione tra Fiat e Chrysler, che in effetti è già operativo industrialmente, prosegue anche in quelle che sono le procedure formali e ufficiali. E così il 1 agosto è convocata l’assemblea straordinaria del Lingotto per deliberare in via definitiva sulla fusione per incorporazione della casa di Detroit. A ottobre poi, il passo finale, con il nuovo gruppo FCA che sarà quotato a Wall Street.

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