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(Ansa)
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Economia

Ancora stallo sul taglio delle tasse da 8 miliardi

Continuano gli incontri tra Governo e sindacati per trovare una soluzione anche se siamo lontani dalla vera riforma fiscale e taglio del cuneo di cui avremmo bisogno

Continuano i confronti tra il ministero dell'Economia e la maggioranza su come impiegare gli 8 miliardi destinati al taglio delle tasse all'interno della legge di Bilancio. Ieri si è concluso un secondo incontro al Mef dove sono state presentate diverse simulazioni sulla revisione dell'Irap e dell'Irpef, ma non si è giunti a nessuna conclusione. "Non è stata una cosa unilaterale, stiamo lavorando, ci hanno presentato ipotesi e abbiamo discusso, abbiamo ragionato. Abbiamo delle ipotesi in mano secondo il mio parere abbastanza buone, ci dormiamo sopra e domani (oggi, ndr) mattina alle 8.30 continuiamo a lavorare. Sarà un percorso non banale", spiega il presidente della commissione finanze della Camera, Luigi Marattin, al termine del tavolo al ministero dell'Economia. Marattin ha anche aggiunto come non pensa si chiuderà domani la questione tasse "ma sicuramente questa settimana anche perché credo che ci vedremo continuamente".

Le simulazioni in campo

Le simulazioni presentate ai vari esponenti della maggioranza hanno riguardato l'Irpef e l'Irap. Per quanto riguarda la prima misura le ipotesi sono due. La prima vede una revisione in toto degli scaglioni fiscali, mentre la seconda, la possibilità di interventi più mirati, come può essere l'aggiustamento del saldo tra il primo e il secondo scaglione che vede una differenza di ben 11 punti percentuali. Lato Irap invece si sta ragionando su un abbassamento delle aliquote attuali oppure sull'abbattimento dell'imposta fino ad un certo limite di spesa da stabilire.

I sindacati

Alla discussione su come destinare gli 8 miliardi sono intervenute oggi anche le sigle sindacali. In audizione la Cigl ha infatti sottolineato come il fondo fiscale deve essere totalmente utilizzato per ridurre il "carico sui lavoratori dipendenti e pensionati. L'uso, anche solo parziale per la riduzione dell'Irap, appare inopportuno, per tante ragioni" e, inoltre, "la legge di Bilancio contiene moltissime misure a favore delle imprese: oltre 10 miliardi di euro. Crediamo quindi che, se dobbiamo fare una scelta in questa fase, dobbiamo indirizzare queste risorse sui lavoratori e pensionati". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il segretario confederale Domenico Proietti, che in commissione bilancio di Camera e Senato ha spiegato come la Uil "è contraria a qualsiasi intervento sull'Irap".

Confindustria

Per Confidustria il problema principale sono le risorse messe in campo, che ritiene essere troppo poche, e riconferma come priorità fiscale il taglio del cuneo: "Riteniamo che 8 miliardi siano pochi, riteniamo che ne vadano messi almeno 13 per un taglio forte, contributivo del cuneo fiscale". Cosi' il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a margine di un evento a Potenza, rispondendo ad una domanda sulle risorse per l'abbassamento delle tasse previste nella legge di Bilancio. "Noi riteniamo" che le risorse "debbano essere messe tutte sul taglio contributivo del cuneo fiscale, in primis per mettere più soldi in tasca agli italiani, che hanno mostrato un grande senso civico, che si sono sacrificati in questi 18 mesi". Inoltre, aggiunge il direttore generale di Confindustria, Francesca Mariotti, il taglio della componente contributiva del cuneo fiscale andrebbe a "favore sia dei lavoratori, per stimolare la domanda interna, sia delle imprese, per renderle più competitive". E Bonomi conclude spiegando come l'unico fattore di competitività su cui possiamo lavorare è proprio l'abbassamento del costo del lavoro. Oggi inoltre sul tema sollevato da Confindustria si è anche espressa l'Istat in audizione. Secondo il Presidente dell'istituto, Gian Carlo Blangiardo, ipotizzando lo scenario dove tutti e 8 i miliardi fossero destinati al calo del cuneo fiscale sul lavoro, si registrerebbe un incremento del reddito delle famiglie pari allo 0,71% rispetto al valore del 2020 (0,089% per ogni miliardi), e pari allo 0,69% rispetto al 2019 (0,086% per ogni miliardo). Se invece le risorse fossero invece dirette ad abbassare il prelievo fiscale sulle retribuzioni, si "ridurrebbero il carico medio fiscale sulle retribuzioni del 1,6% rispetto al livello registrato nel 2020 (0,20% per ogni miliardo) e del 1,5% rispetto a quello del 2019 (0,19% per ogni miliardo)".



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