Benedetto XV, il "papa della Grande Guerra"

Il nobile genovese Giacomo Della Chiesa diventava papa il 3 settembre 1914. Pio X era morto lanciando una premonizione "Verrà il Guerrone!"

Edoardo Frittoli

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Contrario al modernismo, cresciuto alla scuola della diplomazia pontificia, era stato accantonato durante il pontificato del suo predecessore, Pio X , per l'appoggio ricevuto dal Cardinale Rampolla, acerrimo nemico del nuovo pontefice. Così fu nominato arcivescovo a Bologna, dove al massimo avrebbe potuto aspirare a diventare cardinale.

Dopo sei anni, grazie all'influenza di Rafael Merry del Val, suo mentore, fu nominato cardinale a Roma. Quella del 3 settembre 1914 fu un'elezione a sorpresa, data la pressione dei cardinali fedeli a Pio X.

Diventò papa quando la guerra era appena scoppiata. Subito tentò con la diplomazia, propria della sua formazione, di lanciare appelli ai belligeranti al fine di far tacere le armi. Nonostante le 4 encicliche scritte durante la guerra, non solo il pontefice non fu ascoltato, bensì avversato dai rappresentanti delle nazioni in guerra. In Francia, contro la politica di appeasement papale, nacque l' "Union Sacrée", formata da esponenti nazionalisti del clero d'oltralpe. In Germania fu chiamato sarcasticamente "Il Papa francese" e in Italia, tra gli anticlericali, "Maledetto XV".

Dato l'isolamento dello Stato Pontifico pre-concordato, gli ambasciatori europei presso il Vaticano lasciarono la Santa Sede in isolamento diplomatico. Nè andò meglio a Benedetto XV quando tentò di persuadere il presidente americano Wilson a rinunciare all'intervento. Abbandonato anche dalla maggioranza dei cattolici italiani, che avevano abbracciato l'interventismo, il papa osserverà con amarezza il "Suicidio dell'Europa civile", frase da lui stesso pronunciata e diventata simbolo della tragedia della Grande Guerra.

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