Direttamente da Masterpiece La distanza da Helsinki di Raffaella Silvestri

Recensione del romanzo d’esordio di Raffaella Silvestri, finalista a Masterpiece, il talent dedicato agli aspiranti scrittori

Sabrina Zambotti

-

Non ha fatto in tempo a smettere i panni di concorrente a Masterpiece che Raffaella Silvestri ha esordito con il suo primo romanzo La distanza da Helsinki edito da Bompiani.
E’ arrivata in finale, ha sfiorato la vittoria con le dita e si è confrontata con scrittori illustri, partecipando al primo reality in Italia dedicato alla letteratura e a chi come lei sogna di farne una professione. Sogno che nel suo caso si è realizzato e materializzato in un libro, sogno per cui ha lasciato una carriera ben avviata nel marketing.

Raffaella Silvestri ha scritto un libro su cui non posso dire niente. Perchè la prima reazione è questa, non ho molte parole ma tanti pensieri. Questo libro spinge all’autoanalisi, lascia un po’ spiazzati prima, pensierosi poi e alla fine un po’ più grandi. Il lettore si fa domande, si specchia in una storia che potrebbe benissimo essere la sua, descritta però con parole nuove a cui non aveva pensato, che prima sorprendono, poi confondono e alla fine convincono. Difficile interrompere la lettura quando si è iniziata, incalzati anche dall’evoluzione nella scrittura dell’autrice che sembra cambiare con i personaggi, evolvere con loro, diventare più sicura e determinata.

Non è la solita storia di adolescenti, La distanza da Helsinki non ci vende un sogno. Dipinge la realtà. La storia dal retrogusto amaro di due ragazzi, Viola e Kimi, che crescono insieme seppur lontanissimi.

Rivedersi nella protagonista é facile, vivere le sue ansie, i suoi dispiaceri, provare le sue vie di fuga da questa vita che spesso non va come vorremmo, ma che nemmeno sappiamo come la vorremmo veramente. Osservare il protagonista è curioso, non capirlo, non comprendere la sua cultura subendone però l’incredibile fascino, come spesso accade quando si entra in contatto con un paese lontano, dai colori e dai sapori tanto diversi dai nostri.

Raffaella dipinge una storia vera, andando dritta al cuore delle cose, mostrando l'irrequietezza dell'essere umano attraverso un conformismo troppo stretto per Viola e una libertà di pensiero troppo grande per Kimi.

Non posso dire niente quindi su questo libro, ma posso continuare a pensarci, sperando che Raffaella stia lavorando a un seguito.

© Riproduzione Riservata

Commenti