Max Hastings, "Catastrofe 1914": i mesi iniziali della prima guerra mondiale

Lo storico britannico ci porta in una parte del conflitto spesso trascurata. Affascinante narrazione piena di testimonianze di soldati di ogni paese

Soldati tedeschi diretti al fronte nei primi giorni della Grande Guerra, agosto 1914 – Credits: Wikimedia Commons

Luigi Gavazzi

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Questo di Max Hastings, Catastrophe 1914: Europe Goes to War, (traduzione italiana, Catastrofe 1914. L'Europa in guerra edito da Neri Pozza)è un libro per chi vuole il racconto dei primi mesi del conflitto.

Non particolarmente originale e troppo schierato per quel che riguarda l'analisi sulle cause della guerra, la complessità del gioco diplomatico e degli eventi dolosi, accidentali e casuali che portarono alle dichiarazioni dell'agosto (per Hastings la colpa, quasi tutta, fu dei tedeschi, in linea con la storiografia che prese le mosse negli anni '60 dopo la pubblicazione del lavoro di Fritz Fischer).
Insomma, niente a che vedere con la mia guida principale all'esplosione della Grande Guerra, I sonnambuli di Christopher Clark .

Hastings invece lavora da storico militare e ci restituisce quello scorcio di 1914, dalle prime operazioni dell'Austria-Ungheria contro la Serbia, fino allo stallo di fine anno.
Perché il 1914 in effetti è un po' trascurato nella sua parte bellica: è molto studiato prima dell'avvio della catastrofe ma poi si tende a passare presto alla guerra di trincea. Invece i primi mesi furono più "tradizionali", gli eserciti si mossero, le linee si mostrarono fluide: a occidente con la Germania all'offensiva e la disperata resistenza francese, con il miracolo della Marna che fermò un'orda che pareva destinata a raggiungere Parigi.

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Ma anche sul fronte orientale, con gli sfondamenti russi delle prime settimane in Prussia Orientale poi fermati dalla "mitica" battaglia di Tannenberg e dei laghi Masuri che avrebbe dato al generale Erich Ludendorff una quasi eterna fama di eroe, sfruttata in modo funesto nel dopoguerra fianco a fianco ai nazisti.

In quello scorcio iniziale di guerra molto era diverso da come sarebbe stato nei mesi e negli anni a venire: le uniformi colorate e i berretti di pezza dei soldati in prima linea sarebbero stati presto sostituiti dai colori spenti che mimetizzano e dall'acciaio degli elmetti.
Non furono però diversi, nemmeno in quei primi mesi, gli effetti tremendi e imprevisti delle armi di produzione industriale di morte: per esempio in quel 22 agosto del 1914, quando, a 20 giorni dallo scoppio del conflitto, 27mila soldati francesi morirono in un solo giorno nella "Battaglia delle frontiere": nella foresta delle Ardenne e a Charleroi. Entro la fine del 1914 i francesi avrebbero perso quasi un milione di uomini fra morti e feriti, i tedeschi 800mila, e il corpo di spedizione britannico 86mila dei 120mila uomini dispiegati sul continente.

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Hastings mette alla prova la sua competenza militare analizzando anche i piani di guerra degli stati maggiori in quei primi mesi. In particolare sottolinea le premesse errate della strategia d'offensiva basata sul piano di Alfred Von Schlieffen, capo di stato maggiore tedesco fino al 1905. In sostanza quel che rese il piano impraticabile fu lo scarto fra il potere distruttivo degli armamenti di quel principio di 900 e l'arretratezza delle tecnologie di movimento e comunicazione delle informazioni.

Nel complesso, un libro emozionante, che usa molte testimonianze provenienti da documenti ufficiali e soprattutto da memorie a ogni livello gerarchico delle truppe, con la forza e l'efficacia di continui zoom che avvicinano la vita dei soldati e poi offrono il quadro generale delle organizzazioni mobilitate.

Max Hastings, Catastrofe 1914. L'Europa in guerra , Neri Pozza

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