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“Green Island- Flora Urbana”, le insospettabili qualità delle “erbacce” nate tra l’asfalto

Le erbe spontanee, raccontate anche dagli scrittori più illustri, e raccolte da Claudia Zanfi in un libro che ne canta le buone caratteristiche

Green Island - Flora Urbana, a cura di Claudia Zanfi, Bolis, 2012

“Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla (...)”

Ho pensato subito a I limoni di Eugenio Montale quando ho letto su la Domenica de Il Sole 24 ore l’articolo di Saverio Fossati a proposito di Green Island - Flora Urbana, a cura di Claudia Zanfi. Ed è sempre a questa poesia e a La Ginestra o il fiore del deserto di Leopardi che penso, quando vedo qualche fiore agguerrito che si affaccia tra le crepe dell’asfalto.

Fossati cita invece, all’inizio del suo articolo, il Marcovaldo di Calvino:

“«Il vento, venendo in città da lontano, le porta doni inconsueti, di cui s’accorgono poche anime sensibili, come i raffreddati del fieno, che starnutano per pollini di fiori di altre terre.» E porta anche l’achillea, l’erba di Giuda o lo spinacio selvatico, piante che certo non saranno sfuggite a Marcovaldo, nelle sue svagate passeggiate urbane. Sono piante, come si diceva un tempo, che crescono a dispetto dei santi. E della città.”

Scomodo tali nomi illustri per testimoniare che, il valore delle “erbacce” che resistono ai margini delle strade, almeno gli scrittori, lo hanno capito e cantato da tempo.
Alla parte scientifica ci hanno pensato più recentemente Claudia Zanfi, curatrice e promotrice di Green Island, Francesca Oggioni, agronoma, ed Enrico Banfi, direttore del Museo di Scienze Naturali di Milano, i quali hanno realizzato il sopracitato Green Island - Flora Urbana, che di erbe cittadine dimenticate tratta.
Ora manchiamo solo noi, cittadini distratti, che abbiamo la parte più lieve però: leggere e imparare a riconoscere queste piante dalla insospettabile resistenza e dalle insospettabili qualità.

Il libro raccoglie venticinque semplici schede illustrative delle più diffuse piante spontanee che possiamo trovare in città, corredate di foto e di profilo: nomi, habitat, proprietà e curiosità.
Non siete ansiosi di conoscere l’erba scimmia, capace di ripulire gli ambienti dalle sostanze tossiche? O la verbena, sacra per gli antichi romani e famosa per le sue qualità calmanti? O ancora l’erba di Giuda, dalle proprietà antiemorragiche oltre che ottima in insalata?

Le incontrerete facilmente, a quanto pare, abbassando lo sguardo quando camminate per la vostra città. E, a questo punto, non le guarderete più con sospetto, bensì con ammirazione.

Green Island - Flora Urbana è uno dei molti risultati di un progetto, aMazelab/Laboratorio del Paesaggio , che Claudia Zanfi porta avanti da anni nel quartiere Isola di Milano: laboratori, orti urbani, giardini mobili e molto altro. Il libro racconta anche alcuni esempi riusciti di questi progetti, che possono facilmente essere esportati in altre realtà urbane.

La mappatura di queste erbe ha anche lo scopo di ricordare che, come sottolinea Claudia Zanfi, “L’evoluzione del concetto di paesaggio coincide con la salvaguardia della biodiversità vegetale in ambiente urbano”.

Inutile aggiungere che il libro, pubblicato con la piccola casa editrice Bolis , è stampato con i più rigorosi criteri di eco-sostenibilità: carta riciclata e stampa con colori vegetali per rimanere il più coerenti possibile.

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