Il ruolo delle donne nella Shoah

Un’analisi lucida che racconta il ruolo delle donne tedesche durante il periodo nazista: oltre mezzo milione di queste hanno assistito e contribuito attivamente al genocidio

Janek Skarzynski/Syaff/Getty Images

Marina Jonna

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Un’inchiesta scioccante, riportata nel libro in uscita questi giorni in America: “Hitler’s Furies- German Women in the Nazi Killing Fields” scritto da Wendy Lower.

L’autrice si sofferma sulle motivazioni che spinsero queste donne a contribuire attivamente alla Shoah: mogli, madri, segretarie, insegnanti, infermiere. E se tutto questo fosse dovuto alla giovane età o a un senso di folle dedizione agli ideali nazisti.

Ma la verità è che oltre mezzo milioni di esse sposò in pieno la causa tedesca: andavano sui luoghi dell’olocausto per avventura, curiosità o ambizione. Non trovavano nulla di strano nell’atteggiamento dei nazisti. Anzi.

Le testimonianze e gli episodi riportati sono al limite dell’orrore. E  vengono raccontati con gli occhi di queste donne che li vivevano come fossero  un fatto normale. Difficile non fermarsi ogni tanto per riprendere fiato e allontanarsi dall’assurdità di queste protagoniste.

Le insegnanti inneggiavano alla razza tedesca e al comportamento corretto che i tedeschi stavano adottando; allontanavano i  bambini non tedeschi, ma accettavano con fatica quelli “razzialmente di valore”, i cui genitori erano stati fucilati.

Incredibili le testimonianze delle figlie dei nazisti che vivevano a stretto contatto con i campi di concentramento;  li descrivevano come “meravigliosi” e "perfetti”, utilissimi per allontanare persone socialmente “repellenti”.

E così via, passando dagli occhi infastiditi di una segretaria che dedita a passare il suo intervallo fuori, finiva con il suo tacco sulla terra appena smossa dove erano stati sepolti degli ebrei. E si allontanava non per l’orrore ma per cercare un luogo meno “puzzolente”.

Il libro si conclude con la frase : "La risposta breve è che la maggior parte se l’è cavata con un omicidio".

E senza nessun senso di colpa, aggiungerei io.

Non saprei se consigliarlo. Leggere la totale indifferenza e, anzi, la partecipazione a tali crimini da parte di donne comuni, è davvero difficile da credere. Un incubo nell’incubo.

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