Diabolik contro Eva, in edicola con Panorama

Tutti sanno che Diabolik ama senza riserve Eva Kant…anche i suoi nemici. Tutti sanno che Diabolik si fida ciecamente di Eva Kant…anche i suoi nemici. E tutti, anche i suoi nemici, sanno che solo lei può arrivargli impunemente abbastanza vicino per poterlo uccidere. Ma nessuno sa come reagirà il Re del Terrore costretto a battersi contro Eva Kant

Diabolik contro Eva

L'incipit del fumetto in edicola con Panorama – Credits: Diabolik © Astorina srl

di A. Storer

Sono passati diciassette anni da quando Tom Cruise, impegnato nella prima “missione impossibile”, nascondeva il suo affascinante viso dietro una maschera perfetta, in grado di fargli assumere qualsiasi aspetto e ingannare chiunque.

Mentre gli spettatori di tutto il mondo si stupivano di tale tecnologico trasformismo il pubblico italiano – e i recensori, i commentatori, i critici italiani – si limitavano a commentare: “Be’, sembra proprio Diabolik”.

Pochi, attenti cinefili si ricordarono, con l’occasione, di una pellicola del ’63, "I cinque volti dell’assassino", in cui celebri star (Tony Curtis, Kirk Douglas, Burt Lancaster, Robert Mitchum e Frank Sinatra) sembrava avessero recitato per tutta la durata del film con i volti nascosti dietro “maschere di plastica”, di cui si sbarazzavano spettacolarmente solo all’ultimo minuto. In realtà, ovviamente, il loro ruolo era interpretato da altri attori “minori”. Anche allora, comunque, nelle sale italiane si sentiva il pubblico mormorare: “…Come Diabolik”.

Evidentemente il Re del Terrore, che all’epoca era alle sue prime apparizioni, aveva già conquistato il suo spazio nell’immaginario collettivo degli italiani.

Però, paradossalmente, nel suo film del 1967 Mario Bava non permise a John Phillip Law/Diabolik di indossare maschere realistiche, concedendogli solo parrucca e barba finta. Forse, visti i tempi, ebbe paura che fosse poco credibile – e quindi inaccettabile per il pubblico – la possibilità di cambiare volto a piacere.

Nel 1983 furono invece i ferocissimi alieni della serie televisiva "Visitors" a sfruttare la diabolika tecnologia delle maschere, resa in quel caso più credibile proprio dalla sua origine extraterrestre.

Poi quelle maschere (che noi definiremmo “alla Diabolik”) vennero praticamente dimenticate da registi e sceneggiatori. Si preferì ipotizzare tecniche chirurgiche più o meno macabre ("Il silenzio degli innocenti" del 1991, "Face-off"del 1997) in cui il volto “nuovo” veniva letteralmente strappato al legittimo proprietario.

Per inciso, nemmeno Diabolik è mai arrivato a tanto.

Con questi esempi non vogliamo certo sostenere che tutti gli attori citati (e relativi registi e sceneggiatori) si siano ispirati al Re del Terrore per le loro scene spettacolari… ma certo a lui avrà pensato Luca Barbareschi, affezionato lettore del fumetto, quando (a partire dal 1996) ha assunto le più disparate identità nella trasmissione “Il Grande Bluff”.

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