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'Bad Obsession' di Ken Paisli. La recensione

Il rock non è morto. È sceso all’inferno

Bad Obsession di Ken Paisli

Valeria Merlini

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Ken Paisli è una figura sfuggente: nessuna sua foto, nessun suo commento “dal vivo”, nullo che lo possa far identificare con quello che scrive. Perché Ken Paisli scrive. Prima di tutto della sua grande passione: la musica.
E ne scrive in maniera così ipnotica a volte che verrebbe voglia di incontrarlo per fargli domande su domande. Peccato che…
Non si possa associare un volto al suo nome.

L’editore di Chinaski Marco Porsia scrive: “Conosco Ken Paisli forse meglio di chiunque altro, e conosco bene la sua storia, che forse un giorno racconterò”. Tanto che potrebbe essere lui stesso, ma anche nessuno. O una persona qualunque che ha scelto semplicemente di non apparire per andare contro la tendenza attuale (anche se, detto tra noi, sono portata a pensare che una simile scelta – se vera - non faccia altro che alimentare anziché sviare l’attenzione…).

Lo leggo per la prima volta in questo suo nuovo Bad obsession (Chinaski) e sin dal principio la lettura scorre veloce.
Una band californiana all’apice della fama, con tutti i problemi e le contraddizioni che causa il successo. Fin qui troppo facile.
Da aggiungere, e lo ritengo fondamentale, è che si tratta di una rock band, i cui componenti sono quasi tutti maledetti e rincorsi dai fantasmi: dell’alcol, della droga, persino del sesso per non farci mancar nulla.

Il libro inizia dieci anni dopo i fatti narrati, con un uomo che intuiamo ha lasciato (e anche di corsa) quel passato in cui aveva “aggrappata alla schiena una scimmia dal pelo marroncino chiamata eroina”. Un uomo che cambia vita perché non può cambiare pelle, quella che l’ha marchiato per sempre.

Lui è Galy Mac Stanton, voce degli Stone Flowers. Insieme ci sono anche Chico “el flaco” Salina e Bianca Ferrer, chitarristi e coppia; Rhis Tunder, drummer; Sabi Ofhana, bassista e amico d’infanzia di Galy, forse il solo amico.
A tenere le redini di questa che è una vera e propria gallina dalle uova d’oro il manager Jesse Dean.

E attorno a loro ruota il Sogno Americano. In carne e ossa.
Quel Sogno Americano che riempie gli occhi, rimbomba nelle orecchie e si insinua nelle ossa per spronarti ad andare avanti e perseguire ciò che vuoi. Perché tutto pare possibile.
Fino a quando non si va oltre. E allora capisci che hai perso l’unica possibilità che avevi con quel Sogno.
Galy scivola oltre.

“Una luna guardona racconta al cielo la storia della puttana che fece l’amore con l’assassino”

In Bad Obsession ci sono anche le vittime. Tante, alcune sepolte come tali, altre che fuggono per rinascere.
C’è anche un album, quello che consacra gli Stone Flowers a divi assoluti, quello il cui enigmatico titolo racchiude un percorso. Che il ragazzo dai capelli color del grano, bandana in testa, pitone addosso deve compiere.

Troppo facile immaginarselo come l’Axl (Rose) che credevo di amare solo io. Anche Ken Paisli porta i segni di questo amore addosso. Tanto da avergli attribuito fattezze e spigolosità di questa voce maledetta.

“Credo non sia assurdo sostenere che il rock non è altro che una rappresentazione amplificata della vita. Una specie di imbuto che setaccia l’esistenza dividendola in formine di sabbia diverse, etichettate sotto il nome di DESTINO”

Sulle tracce della band, durante la tournee europea John Hair, giornalista musicale in missione per conto di Dio a caccia dello scoop che gli farà svoltare vita. E risanare il conto in banca.

Non so se legarmi a Galy, la lucida vittima, oppure a John, la vittima incosciente.
Perché anche io “non lo vedo come un feroce assassino, ma come un giustiziere sensato”. E si sa, si finisce sempre per innamorarsi della persona sbagliata.

Sullo sfondo di tutto questo mondo fatto di overdose, di sballi, di voci roche e di accordi, di fughe e di rincorse disperate, di vivi e di morti, di odio e di amore, i testi e i divi sacri del tempio del rock, quelli che è impossibile spodestare, quelli che hanno fatto la storia e che sempre e per sempre resteranno incastonati nella memoria di chi li venera. Me compresa.

Bad obsession
di Ken Paisli
Chinaski, 2016

© Riproduzione Riservata

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