Il narcisismo triste del seduttore Wagner, Leporello di sé stesso
Il narcisismo triste del seduttore Wagner, Leporello di sé stesso
Cultura

Il narcisismo triste del seduttore Wagner, Leporello di sé stesso

Quando nel 1888 Nietzsche fa stampare (a sue spese) Il caso Wagner e Nietzsche contra Wagner e comincia a farlo girare presso i pochi amici, Malwida von Meysenbug, sua vecchia corrispondente che abitava a Roma, gli scrive indignata strillando la …Leggi tutto

Può essere istruttivo leggere le  lettere di Wagner a Mathilde Wesendock, sua amante al tempo del primo matrimonio con Minna Planer (10 anni prima dell’incontro con Nietzsche).

Il narcisismo di Wagner, il suo erotismo manipolatore e la sua tracotanza cerebrale vi toccano vette da manuale:

«Lei sa, bimba mia, che il mio io non guarda né a destra né a sinistra, né avanti né indietro: il tempo e il mondo mi sono indifferenti e soltanto una cosa mi muove: il bisogno di sgravare la mia anima; e con questo lei sa anche ciò che unicamente mi può stare, davvero, a cuore: (…) il successo delle mie opere e le situazioni che creo, e l’importanza di ciò che posso essere».

Lei lo adora. Lui ne è lieto, come per qualcosa che sta nel posto dove deve stare, ma non felice: «Io sono, per esempio, festeggiato da tutte le persone intelligenti, e tutti credono che io debba navigare nella felicità e nel benessere perché ciò che si reputava incredibile è stato raggiunto. E pensi – io non sono mai stato così tediato della cosa e, ad ognuno che si congratula con me, mostro esasperato i denti. Io son così! Nessuno opera secondo i miei intendimenti e nessuno mi soddisfa. Allora mi si abbandona a me stesso e questo è ciò che, alla fine, mi piace».

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