Fumetti

‘Fedele alla linea’: il giornalismo disegnato di Gianluca Costantini

Una raccolta di storie a fumetti su vicende d'attualità, fenomeni culturali, questioni storiche ma anche esperienze personali, in Italia e all'estero

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Nicola D'Agostino

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“Fedele alla linea. Il mondo raccontato dal graphic journalism” è un volume edito da BeccoGiallo e realizzato dal fumettista, artista ed attivista Gianluca Costantini.

Costantini ha pubblicato su riviste come Internazionale, Pagina99, Il Manifesto, Corriere della Sera, Le Monde Diplomatique, World War Illustrated e su testate e portali online quali The New Arab, Words withour Borders e Graphic News. Questo corposo volume raccoglie parte dei racconti e reportage grafici da lui realizzati tra il 2005 e il 2017, sia come autore unico che insieme ad altri giornalisti sceneggiatori. Tra questi c’è Elettra Stamboulis, che ha inoltre scritto brevi testi che di volta in volta presentano, contestualizzano e commentano ogni storia.

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“Fedele alla linea” contiene quasi cinquanta fumetti, di lunghezza variabile da due pagine a un massimo di venti in cui si affrontano fenomeni di bruciante attualità, questioni storiche e di geopolitica, ma anche viaggi ed esperienze personali.

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Il “graphic journalism” di Costantini non si pone confini geografici o limiti di genere e i contenuti raccolti nel libro includono le dimissioni di Papa Benedetto VXI, gli attentati terroristici a Beslan o alla redazione di Charlie Hebdo, l’ascesa del Movimento 5 stelle, il temibile virus Zika, la storia del fucile Kalashnikov AK-47, la conversione all'Islam di Cassius Clay, il festival del giornalismo di Perugia ma anche un ritratto della rivista satirica turca LeMan, un giro nel quartiere di Bruxelles dove sono nate le praline e un commovente omaggio a Giuseppe Mazzini.

In un incontro con il pubblico Costantini ha dichiarato che il libro “è quasi come un manuale di fumetto, di generi che uno può affrontare nel modo di raccontare, dall’inchiesta, dal reportage, dal giornalismo al computer, dal giornalismo vero, in prima persona, diari di viaggio, o scritti di altri giornalisti, inviati, inviati di guerra, all’estero, in paesi di conflitto“.

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Nelle oltre trecento pagine Costantini impiega una varietà mirabile di stili e di tecniche, che vanno da forme stilizzate alla manipolazione di fotografie e dal bianco e nero netto a esplosioni di colore. I motivi sono sia strumentali che narrativi.
Come l’autore spiega, anzitutto, “il segno che c’è in alcune storie corrisponde alla velocità con cui sono state eseguite” ma aggiunge anche che spesso una storia “ha bisogno di quel disegno lì”.

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Secondo Costantini “È ciò che bisogna raccontare che poi influenza il disegno“ e il disegno si deve adattare al racconto, acquistando così più forza, influenzando la visione del lettore.

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Quello in “Fedele alla linea” è “un fumetto con delle responsabilità”, che deve raccontare la realtà più vicina possibile ai fatti accaduti o perlomeno “non mentire sulle cose”. Nel graphic journalism di Costantini si parla di questioni che hanno una loro importanza e il segno “non deve essere più forte del linguaggio che c’è“.

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“Fedele alla linea” è un volume brossurato a colori di 309 pagine. È pubblicato da BeccoGiallo, che lo propone a 23 Euro.

 
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