Edoardo Frittoli

-

Il primo bombardamento della storia dell'aeronautica lo hanno fatto gli italiani. Era il 1 novembre del 1911 durante la guerra di Libia. Il tenente pilota Giulio Gavotti portò con sè una bomba a mano Cipelli, che scagliò a mano contro un accampamento nemico.

Quattro anni più tardi l'Italia aveva le prime squadriglie da bombardamento, che operarono soprattutto sul fronte Italo-austriaco, ma anche in Albania e in Francia. La parte del leone la fecero i bombardieri trimotori bi o triplani costruiti dalla Caproni di Taliedo (Milano).

L'evoluzione tecnologica degli anni '20 e '30 è rapidissima. L'impiego dei bombardieri della Regia Aeronautica fu richiesto dalla guerra del fascismo in Africa Orientale e subito dopo nella Guerra Civile Spagnola quando Mussolini supporterà Franco con l'invio di un contingente di Bombardieri, tra cui i nuovi Savoia-Marchetti S79 "Sparviero".

Il vantaggio italiano in termini produttivi e tecnologici si arresta bruscamente alla fine del decennio. I bombardieri Fiat e Savoia Marchetti segnano il passo, mentre i futuri nemici stanno già utilizzando  quadrimotori a lungo raggio (Lancaster e Fortezze Volanti). Allo scoppio della guerra il 6 giugno 1940 la Regia Aeronautica è impiegata contro i francesi. Il conflitto è breve ma le perdite tra i bombardieri italiani fanno già capire lo svantaggio dei bi e trimotori spesso costruiti ancora in legno e tela.

Non migliora la situazione quando Mussolini invia in Belgio il Corpo Aeronautico Italiano per prendere parte alla battaglia d'Inghilterra con i vecchi BR20, facile bersaglio di Spitfire e Hurricane della caccia RAF. È soprattutto il teatro del Mediterraneo che vede attiva la partecipazione dei bombardieri della Regia contro Gibilterra, Malta e il naviglio inglese, soprattutto nella specialità di aerosiluranti. Con la sconfitta in Nordafrica e l'invasione alleata, la capacità operativa dei bombardieri italiani è drasticamente ridotto.

Dopo l'8 settembre 1943 parte dei bombardieri superstiti è inglobata nel' Aeronautica Co-Belligerante, integrati dai Baltimore ceduti dagli inglesi per operazioni sui Balcani. A Nord, pochi sono i bombardieri superstiti inquadrati nell'Aeronautica di Salò (ANR) .

I trattati di pace imposero alla rinata Aeronautica Militare Italiana sia la produzione che il possesso di bombardieri. Entrata a far parte della NATO, l'Aeronautica italiana ha partecipato a diverse missioni di peacekeeping e controllo dello spazio aereo, dalla Somalia ai Balcani, all'Iraq, all'Eritrea.

Durante la Guerra del Golfo l'Italia partecipa attivamente ai bombardamenti sulle postazioni irachene. Un Panavia Tornado del 6° Stormo pilotato dal Tenente Gianmarco Bellini assieme al navigatore Maurizio Cocciolone fu abbattuto durante una missione in solitaria da una postazione radar-asservita della contraerea irachena. Entrambi prigionieri, saranno rilasciati alla fine del conflitto.

Nel 2011 Tornado e gli Amx italiani hanno partecipato alle operazioni NATO in Libia, con il 6°, il 32° e il 51° Stormo contribuendo al bombardamento di obiettivi strategico-militari totalizzando oltre 7000 ore di volo.

© Riproduzione Riservata

Commenti