Rita Fenini

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Nonostante degli impressionisti si sia detto, scritto, visto tutto, ogni mostra dedicata a loro, alla loro "rivoluzionaria" pittura "en plein air" e all'artista considerato il padre fondatore del movimento, Claude Monet, diventa subito un evento.

Ed è esattamente questo, uno degli eventi più attesi dell'autunno artistico nazionale (e non solo), che si preannuncia essere l'esposizione dedicata a Monet - e con il suo cognome semplicemente intitolata -  in programma dal 19 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018 a Roma

Dove

Sarà il Complesso Monumentale del Vittoriano - Ala Brasini, in Via di S. Pietro in Carcere a Roma, ad ospitare l'esposizione

Quando

"Monet" sarà aperta al pubblico dal 19 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018 nei seguenti giornoi e orari:

Dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30

Venerdì e sabato 9.30 - 22.00

Domenica 9.30 - 20.30

(La biglietteria chiude un'ora prima)

Perché è interessante

Curata da Marianne Mathieu, la mostra presenta circa sessanta opere, tutte provenienti dal Musée Marmottan Monet (che nel 2016 ha festeggiato gli 80 anni di vita), importante testimonianza del percorso artistico, ma soprattutto personale, dell’artista: si tratta infatti delle opere che Monet conservava nella sua ultima dimora - la casa di Giverny, famosa per il laghetto delle celebri ninfee, dipinte da Monet negli ultimi anni della sua vita - e che il figlio Michel ha donato al museo

Dai primissimi lavori (le celebri caricature della fine degli anni 50 dell’800) alle monumentali Ninfee e Glicini, passando per i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville e la superba e delicata natura di rose, glicini e salici piangenti, la mostra al Vittoriano indaga le molteplici sfaccettature del lavoro di Monet, restituendole appieno tutta la sua enorme ricchezza artistica

Chi è Claude Monet

Nato a Parigi nel 1840, di origini famigliari assai modeste, Claude Monet trascorre l’infanzia in un piccolo paese di campagna e fin da giovane si mostra assai portato al disegno. L’interessamento di una ricca zia diede a Monet la possibilità di trasferirsi a Parigi per frequentare una scuola d’arte, alla quale, in realtà, non si iscrisse mai. 

Nel 1861 Monet presta servizio militare ad Algeri, dove la luce e i colori dell’Africa contribuiscono a sviluppare in lui la passione per la natura e per le sensazioni che la sua osservazione fa scaturire.

A Parigi conosce gli altri impressionisti e quelli che seguono il 1862 sono anni di lavoro accanitissimo, con poche soddisfazioni e molte amarezze acuite anche da una forte depressione e da gravi problemi economici.

Dopo il 1880 arrivano i primi riconoscimenti e Monet diventa l’uomo simbolo dell’Impressionismo: dopo un soggiorno a Venezia, città che lo entusiasma e lo affascina, si trasferisce nella casa di Giverny, dove si fa costruire un giardino per avere a portate di mano un frammento rigoglioso di natura da cui trarre ispirazione

Ormai quasi del tutto cieco e afflitto da untale incurabile, Monet muore proprio a Giverny nel 1926

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