Marcus Jansen: dall'inferno della guerra alla redenzione nell'arte

A Milano, la prima personale italiana di Marcus Jansen, "l'artista soldato" che racconta gli spazi urbani tra mistero e inquietudine

Rita Fenini

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In mostra dal 29 novembre al 31 gennaio 2014, 20 opere su tela di piccolo e grande formato che presentano non solo l’ultima produzione di Marcus Jansen (con alcuni lavori realizzati appositamente per Milano), ma anche opere meno recenti per consentire una conoscenza più completa dell’ affermato artista statunitense (di padre tedesco), nuovo al pubblico italiano.

Una vita davvero straordinaria quella di Jansen, fortemente segnata dall’esperienza nell’esercito americano, con il quale ha partecipato anche alla Guerra del Golfo: artista da sempre, ma anche soldato modello, nel 1996, in caserma, dopo anni di pausa, riprende a disegnare. Il suo lavoro è un intreccio tra espressionismo, espressionismo astratto, graffiti e pop art. Con una pennellata aggressiva e spontanea, le tele di Jansen evidenziano un uso magistrale di forme contorte e colori “emotivi”, cui giustappone varie tecniche e materiali come stampe digitali, stencil e giornali. Opere cariche di un’atmosfera metropolitana surreale, dove il conscio e l’inconscio convivono e dove figure molto dissimili tra loro si amalgamano in uno schema complesso, espressione del mondo profondamente interconnesso nel quale viviamo.

Marcus Jansen
Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter | Via Cadolini 27, 20137 Milano
29 novembre 2013 – 31 gennaio 2014

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