Rita Fenini

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Curata dall'architetto Danila Dal Pos, “Le trame di Giorgione” si presenta come una mostra che valorizza la rete di luoghi in cui il Giorgione ha vissuto e frequentato e che offre l’occasione di conoscere Castelfranco e il suo territorio.

Ricchissima di capolavori e di nuove proposte interpretative, l'esposizione - che ha il suo fulcro nel Museo Casa Giorgione - parte dalla suggestiva "Pala di Castelfranco", custodita nel Duomo della cittadina e si muove sul doppio binario della storia dell’arte e della storia del tessuto, a comporre una originale storia del costume

Dove

Cuore della mostra, il Museo Casa Giorgione, in Piazza S. Liberale, 1 a Castelfranco Veneto

Il percorso si snoda poi in altre sedi espositive, alla scoperta delle eccellenze delle manifatture tessili del territorio: dal piccolo studio affrescato di Vicolo dei Vetri (dove è visibile la produzione dell’azienda Bottoli di Vittorio Veneto) alla galleria del Teatro Accademico (dove espone la Tessoria Asolana) per arrivare alla Torre Civica, in cui è esposta una reinterpretazione della Tempesta di Giorgione firmata da Nanni Balestrini. Da non perdere anche Casa Costanzo (famiglia committente della Pala di Giorgione) e Casa Barbarella

Quando

“Le trame di Giorgione” sarà visitabile dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018

Interessantissimi gli itinerari legati alla mostra, ideali per un weekend nel territorio in qualunque periodo dell'anno

Perché è interessante

Partendo dalla celebre "Pala di Castelfranco", opera dalle fortissime connottazioni allegoriche, in cui "nulla è come sembra", questa mostra ha certamente il suo cuore nei tre piani espositivi della Casa Museo Giorgione, con la sua straordinaria raccolta di opere che vanno dal Rinascimento al 1700, ma è un' esposizione che va "oltre", che abbraccia un intero territorio, che parla di un luogo e delle sue tradizioni e che mira a creare una sorta di interscambio turistico e culturale con altre città venete, Venezia in primis

Chiave di lettura sono le "trame", trame intese come i rapporti che Giorgione intrattenne nella sua ancora oscura vita e le trame dei tessuti, i 5 magnifici, diversi tessuti che l’artista raffigura con assoluta precisione nella Pala e quelli indossati dagli uomini e dalle donne in mostra, personalità ritratte dai grandi artisti cinquecenteschi di area veneta.

Una mostra unica nel suo genere, uno spaccato di storia dell'arte e del costume realizzato grazie ad un "progetto corale" che - come ha spiegato Stefano Marcon, sindaco di Castelfranco - ha coinvolto i principali protagonisti di una comunità, facendo nascere e crescere idee e contaminazioni tra cultura, industria, educazione ed economia.

Chi è Giorgione

Giorgio da Castelfranco, detto Giorgione, nacque a Castelfranco Veneto forse nel 1477. La scarsità di notizie biografiche non cipermette di ricostruire con esattezza le tappe della sua vita: non si sa con esattezza quando, a Venezia, fu allievo di Giovanni Bellini, secondo la testimonianza del Vasari. La sua pittura risente anche dell’influsso di grandi artisti come Antonello da Messina, Dürer, Leonardo, che, soggiornando a Venezia, vi importano linguaggi pittorici diversi.

In questa città eseguì due importanti opere: un grande dipinto, oggi andato perduto, per la Sala dell'Udienza in Palazzo Ducale (databile tra il 1507 e il 1508) e gli affreschi sulla facciata del Fondaco dei Tedeschi (realizzati nel 1508), di cui oggi ci resta un frammento di nudo femminile conservato nelle Gallerie dell'Accademia.

Tra le opere giovanili a lui attribuite abbiamo: l’Adorazione dei pastori della National Gallery di Washington, l’Adorazione dei Magi, la Madonna col Bambino, la Giuditta, la Laura, la Prova del fuoco.

Opere attribuite a Giorgione con certezza, grazie agli appunti scritti tra il 1525 al 1543 dal patrizio veneziano Marcantonio Michiel, sono: La tempestaI tre filosofi e la Venere (della quale il paesaggio e il Cupido, ora non visibile, furono probabilmente eseguiti da Tiziano).

Ad esse si possono affiancare con sicurezza la Pala di Castelfranco nella chiesa di San Liberale, probabilmente del 1504 e il Ritratto virile del Museo di San Diego in California.

Giorgione morì a Venezia nell'autunno del 1510, durante un'epidemia di peste. Un documento rinvenuto di recente, pur non riportando la precisa data del decesso, ne attesta il luogo: l'isola del Lazzaretto Nuovo, dove erano messi in quarantena quanti colpiti dalla malattia, o ritenuti tali, e depositate le merci contaminate. Diverse fonti parlano invece esplicitamente dell'isola di Poveglia.

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