TotoLeone 2012: Kim Ki-duk, Assayas o Bellocchio?

Partiti i pronostici, prima della premiazione ufficiale: tra i favoriti i film Pietà, Bella Addormentata, Après Mai

LAPresse/Piergiorgio Pirrone

Claudia Catalli

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Ha detto di voler premiare “eccellenza, innovazione e qualitàMichael Mann, presidente di giuria della sessantanovesima edizione della Mostra. E da giorni tra critici, giornalisti e addetti ai lavori non si fa altro che arrovellarsi su quali film, registi e interpreti potranno incontrare il favore di Marina Abramovic, Laetitia Casta, Peter Ho-Sun Chan, Ari Folman, Matteo Garrone, Ursula Meier, Samantha Morton e Pablo Trapero, e ritirare così gli ambiti premi.

Per il miglior film e miglior regista (Leone d’Oro e Leone d’Argento) circolano da giorni gli stessi nomi: Pietà di Kim Ki Duk, Bella Addormentata di Marco Bellocchio e Après Mai di Olivier Assayas. Il primo (già vincitore di Leoncino d’Oro, Mouse d’Oro) è il racconto crudo e affascinante di una vendetta premeditata, per mani di madre, il secondo un elegante affresco dell’Italia dei nostri giorni, sul crinale di un argomento tabù come l’eutanasia, attorno al quale si costruiscono discorsi e riflessioni, infine il terzo una potente riflessione sul post-’68 difficilmente ignorabile nel palmares.

C’è da dire che le sorprese a Venezia sono di casa, data anche l’eterogeneità della giuria, e chissà che le preferenze non finiscano al filippino Thy Womb di Brillante Mendoza. Anche se rumors vogliono che la sua attrice protagonista Nora Aunor, famosa in patria anche in veste di cantante e produttrice, si contenda la Coppa Volpi femminile con la protagonista di Pietà, la straordinaria Cho Min-soo che nel film regala una performance di spessore e intensità non comuni.

Per la Coppa Volpi maschile si invoca a gran voce l’ex aequo per Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman, magistrali interpreti di The Master di Paul Thomas Anderson (che rischia di sparigliare le carte e aggiudicarsi un Leone, o un premio della giuria, dato che è stato apprezzato parecchio dagli addetti ai lavori). In alternativa, c’è il nostro Toni Servillo, in concorso con due film: Bella Addormentata di Marco Bellocchio e È stato il figlio di Daniele Ciprì.

L’outsider potrebbe essere il buon Kad Merad, già applaudito in Giù al Nord, a Venezia protagonista del sottovalutato Superstar , convincente racconto della vacuità della popolarità moderna.

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