"Outing": il mondo gay in un film

Nicolas Vaporidis e Andrea Bosca in un film che ironizza sugli omosessuali ed è già polemica: “Pare che Vendola sia rimasto inorridito dal film"

Nicolas Vaporidis e Andrea Bosca sul set (Credits: Ufficio Stampa)

Claudia Catalli

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Una storia dal forte appiglio comico sulle diversità e un’occasione per parlare di opportunità, al di là del sesso e del genere di chi le coglie o le rincorre”. Così il regista Matteo Vicino descrive, cuffie al collo e monitor di fronte, il nuovo film che sta girando a Roma proprio in questi giorni, dopo una serie di riprese in Puglia, dal titolo che è già tutto un programma: Outing.

Protagonista l’inedita coppia formata da Nicolas Vaporidis e Andrea Bosca, nei panni di due amici con il sogno di avviare un progetto di moda, che a un tratto “scoprono che i fondi della regione Puglia sono riservati alle coppie di fatto”, continua il regista. A quel punto scatta la voglia di arrivare all’obiettivo passando per ogni mezzo, quella che Vaporidis definisce “l’arte di arrangiarsi”: i due si fingono una coppia omosessuale pur di cogliere al volo l’unica opportunità della loro vita.

Così Bosca, vincitore del premio Biraghi 2012: “Interpretiamo due ragazzi, di sicuro non due geni, che si sono visti sbattere molte porte in faccia, qualcosa che i giovani vivono ogni giorno. E’ la storia di una profonda amicizia, che è uno dei nomi dell’amore: abbiamo cercato di essere rispettosi ma comici, per divertirci e divertire il pubblico”.

Spicca, in un cast di attori giovani e talentuosi, da Giulia Michelini a Claudia Potenza, passando per Camilla Ferranti e Riccardo Leonelli, il nome di Massimo Ghini, nel ruolo di “un direttore di giornale che per tutta la vita ha nascosto la sua omosessualità e userà i due giovani imprenditori per fare quello che non ha il coraggio di fare: nel film tutti cambiano qualcosa e costringono gli altri a fare “outing”.

Neanche il tempo di finire le riprese, e già scattano le polemiche: “Pare che Vendola sia rimasto inorridito dal film, io credo che non si possa partire da una foto di scena per giudicare l'intera pellicola – tuona Vaporidis, visibilmente infastidito dalla questione- Non vogliamo offendere nessuno, nè scimmiottare o parodiare i gay. Diversi componenti della nostra squadra sono omosessuali e non hanno trovato nulla di offensivo nel film. Invece mi è bastato pubblicare su Facebook una foto con i leggins rosa addosso e subito si è scatenato un romanzo di voci contrarie al film che forse ha influenzato anche la Film Commission”.

Ecco perchè, chiude il produttore Riccardo Cipullo, “i due milioni di euro di budget provengono per intero da capitale privato, grazie ad aziende come la Don’t Cry Baby di Paolo Barletta: neanche un euro dal Ministero, nè dalla regione Puglia. Forse non siamo stati bravi noi, forse l’argomento era troppo spinoso”.

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