Simona Santoni

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Mentre Fuocoammare ha iniziato la sua "campagna americana" con successo, si completa la lista dei contendenti per l'Oscar al miglior film straniero 2017. Sono in tutto 85 i film in corsa (qui l'elenco completo), per altrettanti Paesi. Lo ha reso noto oggi l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences. 

Il cammino di Fuocoammare in America

Il doc di Gianfranco Rosi intanto sta raccogliendo consensi oltreoceano: al New York Film Festival ha registrato il tutto esaurito (è stato necessario aggiungere una nuova proiezione) e una buona accoglienza. Nei cinema statunitensi uscirà il 21 ottobre con il distributore Kino Lorber, con la doppia possibilità di far breccia nell'Academy come Miglior film in lingua non inglese e Miglior documentario. 

I rivali di Fuocoammare

Tra i contendenti alla statuetta al film straniero si annoverano diversi titoli e nomi importanti, dal dramma di una madre Julieta di Pedro Almodóvar per la Spagna a Elle di Paul Verhoeven per la Francia, thriller trasgressivo con Isabelle Huppert; fino a Afterimage per la Polonia, ultimo film del compianto Andrzej Wajda dedicato al pittore d'avanguardia e teorico dell'arte Wladyslaw Strzeminski, in lotta contro il potere stalinista.

C'è poi la grande novità dello Yemen, in lizza per la prima volta, con Mi chiamo Nojoom, ho 10 anni e voglio il divorzio della regista Khadija Al-Salami, dramma sulle spose-bambine.
Dalla scorsa Mostra del cinema di Venezia hanno preso il trampolino: per l'Argentina El Ciudadano Ilustre di Mariano Cohn e Gastón Duprat, uno dei film più applauditi; per la Russia Rai (Paradise) di Andrei Konchalovsky, altra opera apprezzata e premiata al Lido

Tra gli sfidanti dall'Europa ci sono anche: per la Svizzera il film d'animazione Ma vie de courgette di Claude Barras; per la Danimarca lo straziante Land of Mine - Sotto la sabbia di Martin Zandvliet; per il Belgio il noir sulla rivalità tra due fratelli Le Ardenne di Robin Pront; per la Repubblica Ceca lo stravagante Lost in Munich di Petr Zelenka; per la Germania Toni Erdmann di Maren Ade.

Dall'America Latina: per il Messico il thriller Desierto di Jonas Cuarón, figlio del regista-star Alfonso Cuarón; per il Cile Neruda di Pablo Larraín (che esce domani in Italia), falso biopic sul grande poeta cileno; per la Bolivia il dramma Carga Sellada di Julia Vargas-Weise; per il Brasile Pequeno segredo di David Schurmann, ispirato alla storia vera della sorella adottata del regista; per il Venezuela Ti guardo (Desde allá) di Lorenzo Vigas, il Leone d'oro di Venezia 2015

Dall'Asia, tra i vari: per il Giappone Haha to kuraseba (Nagasaki: Memories of My Son) di Yôji Yamada; per l'Iran The Salesman di Asghar Farhadi, che già vinse l'Oscar nel 2012 con Una separazione; per le Filippine Ma' Rosa di Brillante Mendoza.
Dall'Africa: per il Marocco A Mile in My Shoes di Said Khalif, su un giovane cresciuto in miseria che da adulto nutre un odio feroce contro tutti; per l'Egitto Clash di Mohamed Diab, film della sezione Un Certain Regard dell'ultimo Festival di Cannes, ambientato dentro un furgone della polizia.

La strada per l'Oscar

Una pre-selezione dei film sarà presentata a fine anno, dopodiché a gennaio saranno annunciati i 5 finalisti, che si contenderanno l'ambiziosa statuetta la sera del 26 febbraio 2017
Istituito nel 1956 per la 29esima edizione degli Academy Awards, l'Oscar per il miglior film straniero quest'anno il suo 60° anniversario. Per l'occasione ha creato dei contenuti imperdibili: la lista di tutti i discorsi di accettazione dell'Oscar e una gallery con tutte le locandine dei film premiati (aperta da La strada di Federico Fellini).

Qui il brevissimo ed emozionato discorso di Giulietta Masina, che riceve l'Oscar per Le notti di Cabiria di Fellini nel 1958:

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