Il suo sorriso è lì, bello e raggiante, a infischiarsene della carta d'identità. Julia Roberts compie 50 anni, il 28 ottobre 2017, e il suo viso solare e genuino, oggi come ieri, sta a dimostrare che il tempo si può accogliere senza tante paure. Anche ad Hollywood. E anche quando si è una delle bellezze più cristalline. 

Paura quindi dei nuovi "anta"? No. "Ho gli specchi anche io ma non sono ossessionata dall'idea della bellezza a tutti i costi", ha affermato l'attrice statunitense. "Qualcuno ha detto che fino ai quaranta vesti la tua vita con il tuo viso, dopo inizi ad indossare la tua vita sul viso, il che dovrebbe portarmi ad avere una faccia carina, perché sono felice della mia vita". E la felicità in effetti traspare tutta. 

Ripercorriamo la carriera e i 50 anni della "Pretty woman" del cinema, star dai piedi ben piantati per terra, bella e intelligente, che ha saputo accogliere su di sé il successo con luminosità, schiettezza e discrezione. E con qualche capriccio da diva, che ci sta. 

Gli esordi e la svolta con Pretty woman

Nata in una famiglia di umili origini, figlia di un rappresentante di elettrodomestici e di una segretaria, Julia Roberts ha perso il padre quando aveva solo 9 anni, morto di cancro. A ispirargli la strada della recitazione è stato il fratello maggiore Eric Roberts, attore dalla vita tormentata ma con una carriera non priva di fortune. 

Il debutto di Julia è nel 1987 con Scuola di pompieri di J. Christian Ingvordsen, parte piccina piccina. Vendere pizze in Mystic Pizza (1988) comincia a farla conoscere. Il dramma Fiori d'acciaio (1989), nei panni di Shelby, donna desiderosa di  figli nonostante sia gravemente malata di diabete, fa circolare il suo nome tra i candidati ai premi importanti: nomination al Golden Globe e all'Oscar come miglior attrice non protagonista.

Ma è senza dubbio Pretty Woman il film della svolta, la favola perfetta della Cenerontola metropolitana: 1990, Julia Roberts è la prostituta Vivian Ward e, con la sua spontaneità ingenua e dirompente, accanto al principe dei sogni di tutte, Richard Gere, a 23 anni diventa la stella d'America. L'attrice più nota, più richiesta, più amata. 

La recitazione seconda Julia Roberts

Il segreto di Julia Roberts? Facile dire il sorriso. Perché lo è. Ma non è solo quello. È quello che c'è dietro quel sorriso, un'energia genuina e impetuosa che sa di grinta e dolcezza al contempo. Che può disarmare. Che non crea invidie femminili, ma solo ammirazione. 

E poi la sua gestualità sempre spontanea, a volte impacciata, conquista il cuore del pubblico. Julia Roberts è brava a districarsi nei ruoli più disparati, non solo in eroine della periferia e della disperazione (da Vivian Ward a Erin Brockovich) ma anche in commedie romantiche (tipo il successo Il matrimonio del mio migliore amico), noir (Ipotesi di complotto), action (Ocean's Twelve). Prova anche il cinema d'autore (da I protagonisti di Robert Altman a Mary Reilly di Stephen Frears), dove si trova a suo agio anche se con risultati non sempre felici al botteghino. Tant'è che ad arriderle è sempre e di nuovo il suo cavallo di battaglia, la commedia romanticaNotting Hill docet. 

I registi con cui ha lavorato 

Garry Marshall chiama, Julia Roberts risponde. Probabilmente legata da una gratitudine senza fine al regista di Pretty Woman, morto nel luglio del 2016, l'attrice ha collaborato più volte con lui. Dopo il grande cult, eccoli insieme in Se scappi, ti sposo del 1999, ancora in coppia con Gere, Appuntamento con l'amore (2010), Mother's Day (2016).

Tra i grandi registi che l'hanno diretta c'è Steven Spielberg, per Hook - Capitan Uncino (1991), ma erano i tempi in cui Julia era appena diventata diva e si era montata la testa, come ha ammesso lei stessa a posteriori. Tant'è che il buon Steven ci mise una croce sopra: mai più con lei, un'attrice "troppo difficile"

Alan J. Pakula l'ha voluta per il thriller Il rapporto Pelican (1993) accanto a Denzel Washington, lo svedese Lasse Hallström per la commedia con pochi esiti Qualcosa di cui... sparlare, Woody Allen per Tutti dicono I Love You (1996), splendida donna di cui il personaggio di Allen si innamora perdutamente. 

Steven Soderbergh è un suo grande amico, tant'è che per lui Julia recita in Erin Brockovich - Forte come la verità (2000), Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (2001), Full Frontal (2002), Ocean's Twelve (2004).

Per un altro amico caro, George Clooney, ha recitato (con cachet ridotto all'osso) nello spy movie Confessioni di una mente pericolosa (2002), che ha segnato il debutto alla regia dell'attore. 

Dopo un periodo lontano dai set per dedicarsi alla famiglia, è con La guerra di Charlie Wilson (2007) di Mike Nichols - a cui deve anche il conturbante e scuro Closer (2004) - che è tornata, al fianco di Tom Hanks. Recentemente l'abbiamo ammirata nel potente dramma famigliare I segreti di Osage County (2013) di John Wells, in cui tiene testa a una dispotica Meryl Streep

Presto la vedremo in Wonder di Stephen Chbosky, il regista del sorprendente Noi siamo infinito (esce il 17 novembre negli Usa, il 28 dicembre in Italia). Film ispirato all'omonimo bestseller, racconta la storia di August Pullman, un bambino (Jacob Tremblay) i cui tratti somatici sono distorti da una rara malattia e che, in quinta elementare, per la prima volta affronta il mondo della scuola. 

I premi vinti da Julia Roberts

Fiori d'acciaio ha regalato a Julia Roberts la sua prima candidatura all'Oscar, come migliore attrice non protagonista, Pretty Woman la prima come migliore attrice protagonista. "Quando sentii il mio nome, il giorno dell'annuncio delle candidature, ricordo che mi dissi: 'Forse non sono un bluff, forse sono capace di recitare davvero'".

Sia Fiori d'acciaio che Pretty Woman le fecero vincere un Golden Globe, rispettivamente nel 1990 e nel 1991. Ma per l'Oscar Julia ha dovuto aspettare il 2001, con Erin Brockovich - Forte come la verità sbanca: Golden Globe come miglior attrice in un film drammatico e Oscar come migliore attrice protagonistaErin Brockovich è un'attivista statunitense, tenace e risoluta, che ha denunciato la Pacific Gas & Electric Company per aver contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana, Hinkley. Roberts la rappresenta con tutte le sue fragilità e il suo profondo senso di giustizia. 

In tutto Julia Roberts ha ricevuto quattro candidature all'Oscar, l'ultima per I segreti di Osage County nel 2014.

Gli uomini di Julia Roberts

Come una diva che si rispetti, Julia Roberts ha tante storie d'amore - un po' turbolente - alle spalle. Tra le sue prime fiamme l'attore Dylan McDermott, conosciuto sul set di Fiori d'acciaio (1989), e l'attore Kiefer Sutherland, con cui tutto finì a soli tre giorni dal matrimonio, nel 1991. 

Il primo matrimonio arriva nel 1993, quasi a sorpresa, con il cantante country Lyle Lovett: anche con lui finisce tutto abbastanza celermente, separazione pochi mesi dopo, divorzio nel 1995. Poi di nuovo un collega, l'attore Benjamin Bratt, con cui ha una relazione di quattro anni. 

Finalmente sembra arrivare l'amore della serenità: nel 2002 il secondo - e finora ultimo - matrimonio con il cameraman Daniel Moder. I due hanno avuto tre figli, nel 2004 i gemelli Hazel Patricia e Phinnaeus Walter, e nel 2007 Henry. Julia ora si considera una moglie e una madre felice. Il segreto dell'unione con Danny? Stare il più possibile lontano dai riflettori, preferendo ai red carpet i campi da calcio per far tifo ai figli. 

I film più belli con Julia Roberts

Snocciolando la filmografia di Julia Roberts, ecco la top ten dei suoi film più belli, a nostro giudizio.

1) Erin Brockovich - Forte come la verità (2000) di Steven Soderbergh
2) Tutti dicono I Love You (1996) di Woody Allen
3) Notting Hill (1999) di Roger Michell 
4) I segreti di Osage County (2013) di John Wells
5) Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco (2001) di Steven Soderbergh
6) Pretty Woman (1990) di Gary Marshall
7) Confessioni di una mente pericolosa (2002) di George Clooney
8) La guerra di Charlie Wilson (2007) di Mike Nichols 
9) Michael Collins (1996) di Neil Jordan
10) Closer (2004) di Mike Nichols

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