Simona Santoni

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Oggi J.J. Abrams, una delle mente più brillanti e potenti di Hollywood, compie 50 anni. Ma sul suo compleanno getta ancora un'ombra di dolore l'inattesa e incredibile scomparsa di Anton Yelchin, l'attore ventisettenne morto il 19 giugno, schiacciato dalla sua stessa auto nel recinto di casa propria. Il produttore e regista statunitense l'aveva diretto due volte nei film che rilanciano la serie Star Trek e a Twitter ha lasciato il suo triste saluto: "Anton, eri brillante. Eri gentile. Eri anche incredibilmente divertente. Non sei stato qui abbastanza a lungo. Mi manchi".

Nato il 27 giugno 1966 a New York, Jeffrey Jacob Abrams (meglio noto come J.J. Abrams) già a 16 anni scrisse la colonna sonora per il film Nightbeast (1982) di Don Dohlere e da lì a breve un trattato cinematografico alla base del film Filofax - Un'agenda che vale un tesoro (1990). I primi tasselli di una carriera travolgente che l'ha portato a creare serie tv celebri come Alias, Felicity (insieme a Matt Reeves), Lost (insieme a Jeffrey Lieber e Damon Lindelof) e Fringe (insieme ad Alex Kurtzman e Roberto Orci), a fondare una propria casa di produzione, la Bad Robot Productions, a rifondare la serie cinematografica ispirata alla serie televisiva anni '60 Star Trek (due i film diretti, Star Trek, 2009, e Into Darkness - Star Trek, 2013, mentre dell'imminente Star Trek Beyond è solo produttore). Sua ultima gloria: la regia di un autentico evento cinematografico, Star Wars: Il risveglio della Forza, che ha incassato ben 2.068 miliardi di dollari in tutto il mondo, il miglior incasso della storia del cinema

"Dirigere Guerre stellari è stato un sogno e uno spavento enorme"

Figlio del produttore televisivo Gerald W. Abrams e della produttrice esecutiva Carol, il suo destino non poteva che essere nella tv e nel cinema, in maniera completa. All'inizio ha fatto anche l'attore ed è sceneggiatore. È suo lo script di A proposito di Henry (1991) e ha messo la penna anche in Star Wars 7 come nei suoi film da regista Super 8 (2001) e Mission: Impossible III (2006), suo esordio dietro la macchina da presa. 

Da bambino era sedotto dai film di Steven Spielberg e George Lucas. "Guerre Stellari mi aprì la mente", ha raccontato. Scappò di casa, a 11 anni, per andare a vederlo: "Misi il cuscino di traverso nel letto e uscii dalla finestra. I miei genitori non si accorsero di niente, credo di non averglielo mai confessato. Non mi sono mai pentito di quella scappatella. Quel film rimase impresso nella mia mente". Raccogliere l'eredità di Lucas per lui è stato un desiderio avveratosi: "Per me dirigere Guerre stellari è stato un sogno e uno spavento enorme, ancora adesso mi spavento quando penso alla pressione e alle aspettative che i fan hanno per ogni film della saga".  

Ora sta producendo l'ottavo film, mentre alla poltrona della regia c'è Rian Johnson. Abrams, forse memore di quello spavento, non ha voluto dirigerlo, ma ha confessato di essersene già pentito: "È un gran film, al punto che ora vorrei aver deciso di dirigerlo". 

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