Cinema

Io sono Mia: il film su Mia Martini è un "grazie" e uno "scusa"

Serena Rossi fa rivivere la grande cantante soffocata dalla maldicenza. Prima al cinema, ora su Rai 1 in prima serata

Io sono Mia

Simona Santoni

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Chiuso il Festival di Sanremo, ora i riflettori della Rai vanno su una regina della canzone italiana, che più volte ha solcato il palco dell'Ariston. Dopo essere stato proiettato al cinema, il film Io sono Mia dedicato a Mia Martini arriva su Rai 1, in onda martedì 12 febbraio in prima serata.

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"Se qualcuno dovesse dire chi delle due era la pazza, penserebbe facilmente a me. E invece no, Mimì era pazza scatenata, nonostante l'apparenza seria", racconta con affetto sua sorella Loredana Bertè.

Mia Martini era una donna risoluta, pronta ad andare all'attacco, sempre, ma sapeva anche essere generosa e darsi totalmente, come la descrive Io sono Mia, il biopic che celebra la grande cantante, sacrificata sulla graticola dell'ignoranza, e in un certo senso le chiede "scusa". Voce traboccante e rara, forse la sola accostabile a un mostro sacro come Mina, il suo talento è stato soffocato dall'assurda diceria che portasse sfortuna, che ha spinto il mondo dello spettacolo a emarginarla e ad escluderla a lungo da passaggi in radio e programmi tv. Era l'Italia degli anni Ottanta, neanche tanto tempo fa, e quello che avrebbe dovuto essere terreno fertile di cultura si dimostrò un ambiente infimo e bieco. Di una stupidità crudele che fa tuttora rabbrividire. 

La Mia Martini di Serena Rossi

Serena Rossi, la cantante attrice di Un posto al sole e dei Manetti Bros., interpreta Mia Martini con tanto cuore e altrettanta voce. Una voce calda e vibrante che non può di certo uguagliare quella originale, ma neanche vuole farlo. 

"Ho detto a Serena di essere se stessa, di non cercare un'imitazione", spiega il regista Riccardo Donna, che già ha firmato le fiction Un medico in famiglia e Le ragazze di piazza di Spagna 3.

Io sono Mia è un prodotto multipiattaforma, simile all'operazione del 2018 Fabrizio De André - Principe libero: sarà al cinema il 14, 15 e 16 gennaio distribuito da Nexo Digital. Poi a febbraio, dopo il Festival di Sanremo (dove canterà il ciclone Loredana Bertè), sarà in onda su Rai 1 e on line su RaiPlay. 

La sua natura ibrida si riflette sul risultato: Io sono Mia ha un portamento più da fiction tv che da film per il cinema, con una sceneggiatura - firmata da Monica Rametta - da grande pubblico. Nella cavalcata di decennio in decennio, dall'infanzia di Mia alle serate allegre del 1970 tra sorelle a Roma, dal clamore di Padre davvero ai successi di Minuetto nel 1973 e del Festivalbar fino al Festival di Sanremo del ritorno del 1989, c'è attenzione nella ricostruzione degli ambienti, delle pettinature, degli oggetti dell'epoca. La cura è assai meno pronunciata nell'invecchiamento dei personaggi

 

"Abbiamo iniziato a girare il 14 maggio, giorno in cui Mia Martini è stata ritrovata morta: abbiamo iniziato da dove lei ha finito", racconta Serena Rossi, in cui inizialmente si fa fatica a rivedere Mimì (Mia Martini è il nome d'arte di Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì). Man mano che Io sono Mia avanza nel racconto e negli anni, però, ecco che Serena diventa sempre più il ricordo che abbiamo di Mimì, labbra che si arricciano nel canto e quel modo di incedere quasi a nascondersi tra le spalle. "Le ho dato ogni fibra del mio essere. Finivo le canzoni con il segno delle unghie nelle mani perché lei non si risparmiava mai", dice Serena, emozionata, che riceve la piena ovazione di Loredana Bertè, che con la sorella Olivia ha seguito il progetto.

"Per me è stato un colpo al cuore quando ho visto Serena recitare Mimì, specialmente perché ha fatto ricerche approfondite, ha studiato molto, e in lei ho rivisto come si muoveva mia sorella, i suoi scatti, la malinconia che a volte provava dentro ma spesso non mostrava", spiega Loredana. "S'è vista l'anima di Mimì".

Perché non c'è Ivano Fossati

Chi conosce un po' la storia appassionata di Mia Martini, si stupirà a non ritrovare tra i personaggi Ivano Fossati, il suo grande amore. La spiegazione è semplice: né Ivano Fossati né Renato Zero hanno voluto essere citati nel film. 

Ecco così che è stato creato un personaggio fittizio, il fotografo Andrea (Maurizio Lastrico), che racchiude molto di quello che rappresentò per Mia Martini l'amore, assoluto, magnifico e lacerante

Ci sono invece Bruno Lauzi che le regala quel gioiello che fu Almeno tu nell'universo, l'amica che mai l'ha abbandonata Alba Calia (Nina Torresi), Franco Califano (Stefano Pesce) che coi suoi modi diretti le dice: "Te c'hai il visetto caruccio ma c'hai un caratteraccio, si dice anche nell'ambiente". E ovviamente c'è lei, super Loredana (Dajana Roncione). 

Ma la protagonista è sempre e sempre Mia Martini. 

Un tributo a Mimì e un monito contro la maldicenza

"Io sono Mia è un tributo a una voce meravigliosa che è dentro a chi l'ha conosciuta", afferma Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction. "Siamo orgogliosi di portarla a quei giovani che non l'hanno conosciuta. È anche un racconto sulla sua umanità profonda, degli anni '70, il successo, gli anni '80, l'esilio e il ritorno. Anni in cui le donne hanno conquistato diritti nuovi. Il film racconta anche il pregiudizio a cui ha reagito, l'esclusione e la violenza su una donna".

Il pubblico si trova così di fronte a raccapriccianti momenti veri: night affollati che all'arrivo di Mimì si svuotavano per paura che potesse accadere qualcosa di nefasto, cornetti contro la iella sventolati al suo passaggio, produttori e manager che neanche volevano fosse nominata per scaramanzia. E da Loredana Bertè arriva il racconto di un estratto di vita vera che sa di pieno oscurantismo, un episodio non presente nel film: "Quando Mimì tornò a Sanremo, hanno dovuto fare un contratto segreto perché una persona, che non posso dire chi è, si impegnasse a sedersi all'Ariston in prima fila, quando lei avrebbe cantato; così, se cascava il teatro...".

Allucinante. Purtroppo non così lontano dall'oggi. "Viviamo in un'epoca di maldicenza", osserva Luca Barbareschi, produttore con Eliseo Fiction. "Questo è un film su una donna distrutta dalla maldicenza".

Come dice Riccardo Donna: "Io sono Mia è solo un piccolo modo per chiederle scusa". E per ringraziarla di quanto ci ha dato e lasciato.


(Articolo pubblicato il 14 gennaio 2019 e aggiornato l'11 febbraio 2019)

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