Alfred Hitchcock, i 5 capolavori del genio del brivido

Un film appena uscito racconta la storia del grande regista inglese. Noi, invece, vi consigliamo il meglio del suo straordinario e agghiacciante repertorio

Alfred Hitchcock

Alfred Hitchcock presenta "Psyco" a Parigi, 18 ottobre 1960 – Credits: STF/AFP/Getty Images

Alberto Rivaroli

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La tormentata lavorazione di uno dei suoi film più famosi; la caparbietà con cui sfidò lo scetticismo dei produttori; il rapporto strettissimo ma non sempre lineare con la moglie (e sua fidata collaboratrice) Alma; i problemi di peso e di salute in generale, le nevrosi e perfino la gelosia.

Verrebbe da dire: tutto quello che avreste voluto sapere su Alfred Hitchcock, ma non avete mai osato chiedere. Oggi la storia del maestro del brivido rivive in un biopic, intitolato semplicemente Hitchcock, diretto da Sacha Gervasi e interpretato nei ruoli principali dai premi Oscar Anthony Hopkins ed Helen Mirren. Inutile dire che il film, uscito nelle sale italiane da pochi giorni, è imperdibile per tutti i fan del regista londinese. E, già che ci siamo, perché non approfittarne per rivedere il meglio della sua filmografia? Abbiamo scelto i suoi 5 capolavori: buon divertimento!

1. PSYCO (1960)

In fuga da Phoenix, dove ha rubato un bel gruzzolo, la segretaria Marion Crane (Janet Leigh) si ferma a riposare in un motel non proprio di charme: lo gestisce Norman Bates (Anthony Perkins), un giovanotto piuttostro strano... Lo so, la mia è una scelta scontata, ma anche assolutamente inevitabile: non c'è niente di meglio in natura, se si parla di thriller. Vado invece controcorrente per quanto riguarda la scena clou: parlano sempre tutti dell'assassinio nella doccia, ma sono gli ultimi dieci minuti a fare di questo film il più agghiacciante della storia. Come spesso accade per i capolavori, anche questo (come racconta nei dettagli il film di Gervasi) ha avuto una genesi tormentata: osteggiato dai produttori e prodotto al risparmio (perfino la scelta di girare in bianco e nero fu originata dal desiderio di limare i costi), venne girato in appena 30 giorni e creò molti grattacapi al regista, che però si rifece con gli interessi. Spese 800.000 dollari e incassò 40 milioni. Non solo: per mostrare ai suoi finanziatori quanto credeva in questa storia, rinunciò a un salario fisso e preferì una cospicua percentuale sugli utili. Il risultato? Si mise in tasca l'equivalente di 150 milioni di dollari di oggi.

2. NOTORIUS - L'AMANTE PERDUTA (1946)

Una pietra miliare della produzione hitchcockiana, a un millimetro dal primo posto ex aequo. Una spy story straordinaria, impreziosita da uno dei baci più celebri (e, per l'epoca, scandalosi) della storia di Hollywood. Cary Grant è Devlin, una spia americana che convince l'amata Elena (Ingrid Bergman), figlia di un agente nazista, a infiltrarsi tra i colleghi del padre. Lei accetta, ma le circostanze la costringono addirittura a sposarne uno (Claude Rains); quando però l'uomo capisce che la moglie fa il doppio gioco, la situazione si complica... Un esempio mirabile di come si possa portare la tensione a livelli quasi insopportabili, senza usare urla, né sangue, né colpi bassi. La scena finale sulla scalinata è da cineteca.

3. LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE (1958)

Un altro titolo inevitabile, un altro amore impossibile. È la storia di John “Scottie” Ferguson (James Stewart), un detective che soffre di vertigini, e per questo motivo non ha potuto impedire alla donna che amava, Madeleine (Kim Novak), di salire su un campanile e buttarsi nel vuoto. A scuoterlo dalla depressione è l'incontro con Judy (ancora la Novak), una donna praticamente identica alla defunta. Una somiglianza così impressionante da far nascere in Scottie una speranza e un sospetto... Un viaggio nella paura, realizzato con una maestria tecnica sbalorditiva, ma capace anche di mozzare il fiato.

4. LA FINESTRA SUL CORTILE (1954)

Incuriosito dalla storia d'amore tra Ingrid Bergman e il celebre fotoreporter di guerra Robert Capa, Hitchcock si ispira ai due piccioncini per creare i protagonisti di questo giallo magistrale. Sono il fotografo Jeff (James Stewart), immobilizzato da una frattura a una gamba, e la bellissima indossatrice Lisa (Grace Kelly, una delle ossessioni erotiche del regista). Ma il cuore del film non è certo la passione amorosa, bensì l'abitudine dell'uomo, costretto dal gesso a restare a casa per giorni interi, di osservare la vita quotidiana dei suoi vicini di casa. Una notte Jeff sente una donna gridare, e la mattina dopo scopre che una certa signora Thorwald è sparita. Il marito (Raymond Burr), dal canto suo, non sembra gradire la sua curiosità... Un classico difficile da commentare: semplicemente bellissimo.

5. INTRIGO INTERNAZIONALE (1959)

Quando ci si metteva, Hitchcock era veramente perfido: a James Stewart, che voleva il ruolo da protagonista, disse che era troppo vecchio. Poi chiamò Cary Grant, che aveva quattro anni più del collega... Sia come sia, facciamo la conoscenza con il signor Thornhill (Grant, per l'appunto): scambiato per un'altra persona, rapito, minacciato, scampato per miracolo a un tentativo di omicidio, scopre alla fine di essere vittima di un complotto machiavellico e letale del quale sembra far parte anche la bellissima Eva Kendall (Eva Marie Saint). Se volete una lezione sulla suspence, accendete il lettore: rimarrete a bocca aperta.

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