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Calcio

Milan e Inter scrivono al sindaco: chiarezza su San Siro

Una proroga rispetto alla scadenza di 90 giorni di revisione del progetto con l'aggiunta delle modifiche chieste alle due società dopo la fine del dibattito pubblico. Con richiesta di chiarimenti su un eventuale referendum cittadino pro o contro il progetto del nuovo stadio e sulla possibile sussistenza del vincolo della Soprintendenza a partire dal 2025. La lettera mandata da Milan e Inter al Comune di Milano rompe due mesi di silenzio, soprattutto da parte rossonera, sul dossier dello stadio nell'area attualmente occupata dal Meazza. E svela come, al di là delle dichiarazioni ripetute in queste settimane, il club di Gerry Cardinale non abbia ancora ufficialmente staccato la spina al dossier su cui le due società milanesi lavorano dal 2019.

La lettera è firmata da Alessandro Antonello, amministratore delegato Inter, e Paolo Scaroni, presidente Milan. Avvicinandosi il momento della scadenza dei termini per presentare le integrazioni richieste dopo la fine del dibattito pubblico, i due club hanno scelto di farsi vivi. Non per comunicare che il dossier nuovo San Siro è morto e sepolto, ma per chiedere altro tempo. Al di là dell'oggetto della richiesta di proroga, per il Milan è una parziale novità visto che l'orientamento sembrava quello di aver abbandonato la zona per puntare sull'area dell'ippodromo La Maura o in alternativa su San Donato o Sesto San Giovanni. Almeno per La Maura, però, non senza difficoltà enormi dal punto di vista dei vincoli e dell'opposizione politica e dei residenti. L'Inter, invece, aveva già manifestato l'intenzione di proseguire l'iter in corso dal 2019 per arrivare a vedere le carte.

Milan e Inter insieme pongono ora al Comune due temi ritenuti fondamentali prima di procedere con le integrazioni e le relative spese. Il primo riguarda la possibilità che si svolga un referendum cittadino sul destino del vecchio San Siro: il Collegio dei Garanti del Comune di Milano lo aveva bocciato ma il Tar ha deciso che serve un nuovo pronunciamento. E poi la questione del vincolo che potrebbe scattare dal 2025 al compimento del 75° anno dall'ultima ristrutturazione considerata strutturale dell'impianto: "Risulta evidente come il tema della eventuale definizione del vincolo storico-relazionale, che potrebbe essere apposto al “Meazza”, risulti dirimente ai fini della prosecuzione del procedimento, anche considerato quanto evidenziato dalla Deliberazione di presa d’atto delle risultanze del Dibatto Pubblico" scrivono i club.

La risposta del sindaco Beppe Sala non si è fatta attendere: "Non posso che comprendere in pieno le loro ragioni. È del tutto ragionevole che in questo contesto Milan e Inter esprimano riserve ad investire tempo e denaro nel progetto. Quindi ho offerto loro il mio supporto per organizzare a breve un incontro con la Sovrintendenza e uno con il Collegio dei Garanti.
In questi anni il Comune ha fatto tutti i passi dovuti, con trasparenza e nel rispetto delle norme. Penso sia giunto il momento di accelerare".

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Giovanni Capuano