inter porto qualificazione critiche gioco inzaghi adani
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Calcio

Elogio del calcio italiano di Inzaghi

Ha portato l'Inter dove non c'era da 12 anni eppure la prestazione col Porto è stata criticata. Il motivo? Troppo speculativo. Eppure i numeri raccontano una realtà diversa

Sergio Conceiçao non si capacita di come il suo Porto sia uscito dalla Champions League pur, parole sue, avendo comandato per 170 minuti su 180 contro l'Inter ed essere stato complessivamente migliore. Ci sta. Ha perso e deve metabolizzare la delusione di una stagione in cui ai Dragoni resta solo la Coppa di Portogallo da inseguire visto che a marzo il distacco in campionato dai rivali del Benfica è enorme. Meno comprensibile è la critica di chi ha voluto incollare alla battaglia di Porto che ha portato l'Inter ai quarti di finale per la prima volta dopo 12 anni, la lettera scarlatta della "speculazione".

Quasi come se Simone Inzaghi e i suoi dovessero portare il peso di aver scelto di restituire al Porto l'atteggiamento dell'andata a San Siro, lasciando il controllo del pallone (57% Inter a Milano e 65% Porto al ritorno) e andando pazientemente a chiudere spazi e linee di passaggio. Chiudendo a fortino solo nell'assalto finale dei portoghesi che, spinti dalla disperazione, hanno creato quelle mischie in cui Onana, Dumfries e il palo hanno evitato che si scivolasse nei supplementari. Il resto è stato un copione tattico abbastanza semplice da leggere e nemmeno troppo difensivo, visto che l'Inter ha tirato in porta lo stesso numero di volte del Porto (5). Cosa che, a parti invertite, era accaduta anche all'andata: predominanza di campo per la squadra di casa, avversari sempre pericolosi in ripartenza.

Per Lele Adani (una paginata intera sulla Gazzetta dello Sport) l'Inter "doveva osare di più" e i nerazzurri "sono stati fortunati considerando anche che all'andata la svolta è arrivata dopo l'espulsione di Otavio e che anche l'assenza di Pepe ha pesato". Sintesi finale: "Partendo dall'1-0 dell'andata ho preferito l'atteggiamento del Milan in casa del Tottenham" che, per inciso, a Londra ha visto lo specchio della porta inglese solo 3 volte.

La critica appare ingenerosa e anche un po' prevenuta. Inzaghi da tempo ha capito di non godere di buone referenze tra gli influencer del pallone italiano e qualche settimana fa si è anche tolto i sassolini dalle scarpe rispondendo ad Arrigo Sacchi che non perde occasione per bollarlo come fautore di un gioco senza coraggio e senza troppe idee. Intanto si gode il ritorno tra le grandi Champions League in una stagione in cui, sotto attacco anche da fuoco amico, sta facendo risultati e creando ricavi per il suo club. La sua prestazione a Porto è stata semplicemente perfetta, adeguata allo stile dell'avversario e alle necessità di un doppio confronto equilibratissimo contro un Porto scomodissimo per qualsiasi avversario.

A proposito, c'è chi sostiene che proprio Sergio Conceiçao potrebbe rappresentare un upgrade per l'Inter del post Inzaghi. Sarà anche, ma in campo non si è visto e alla fine è passata la squadra che più ha meritato. Un vanto per tutto il calcio italiano alla pari del Milan o del Napoli, anche se a molti non sembra sufficiente per dirlo ad alta voce.

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