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Quattro perle delle Dolomiti tra magia e mercatini di Natale

Se Bolzano è la città più cosmopolita dell'Alto Adige, negli altri centri si respirano invece le atmosfere di un tempo. E Natale è il momento migliore per avventurarsi alla scoperta di Bressanone, Brunico, Merano e Vipiteno

Bressanone
Sacro e profano convivono da sempre in questa cittadina che una volta era protetta da possenti mura. Per scoprirla, conviene iniziare dal cosiddetto "Orto dei Siori", ovvero il Giardino di Corte, chiuso su un lato dal Palazzo Vescovile, sede del Museo Diocesano e soprattutto il Museo dei Presepi. Sulla cima della Torre Bianca, che è il campanile della chiesa parrocchiale, si trova il carillon più grande d'Italia: conta 44 campane che riproducono oltre un centinaio di melodie. Da non perdere il Museo della Farmacia: vi sono conservati antichi strumenti (dalle comprimitrici per pastiglie agli stampi per supposte, dal kit medicinali da viaggio settecentesco alle prime provette per omeopatia), vasi, ampolle, documenti che raccontano 400 anni di storia della farmacopea. Non si può lasciare Bressanone senza portare con sé un po' del suo sapore. E allora fate tappa alla Macelleria Fink (Portici Minori 4), per un “pieno” di salumi fatti in casa, würstel e goulasch.

Brunico
La visita comincia sicuramente con una passeggiata lungo la Via Centrale, che ha conservato in buona parte il suo aspetto medievale: con le case strette, le insegne in ferro battuto, i bovindi coronati da timpani merlati. Qui si aprono le vetrine di tradizionali tessiture artistiche, negozi di loden, laboratori di ceramica, enoteche e pasticcerie. All'interno del Castello che domina la città si trova MMM Ripa, il quinto dei Messner Mountain Museum. Una delle mete più suggestive ed emozionanti della visita a Brunico è senza dubbio anche il Cimitero di Guerra. Tra gli indirizzi da non perdere, la bottega di Armin Stricker, che realizza a mano scarpe per uomo, e Acherer Patisserie.Blumen (www.acherer.com), una sorta di boutique del pasticcino, regno di Andreas Acherer e della moglie Barbara.

Merano
Tra i palazzi di inizio '900 e i bellissimi parchi affacciati sul Passirio, si respira ancora aria di Mitteleuropa. Del resto nel passato il clima mite e la vegetazione mediterranea avevano fatto di questa città una delle stazioni climatiche preferite della nobiltà asburgica. Da non mancare, dopo una passeggiata per le vie del centro, una visita a Palais Mamming (ex Museo Civico), che custodisce reperti archeologici, sculture, documenti e dipinti provenienti soprattutto dal Tirolo. Curioso il Museo delle Donne, che attraverso abiti e accessori racconta l'evoluzione della condizione femminile negli ultimi 200 anni. Se passate per Merano il sabato mattina, non perdetevi il mercato. Sulle bancarelle, posizionate tra piazza Rena e piazza del Duomo, si trovano tutti i prodotti caratteristici dell'Alto Adige: non solo frutta e verdura biologica, ma anche formaggi del maso, miele, canederli, lana cotta, pane, oggetti in legno di cirmolo, vini e distillati.

Vipiteno
Conta meno di 7 mila anime, ma vanta vari primati. È uno tra i borghi più belli del nostro Paese, oltre che il secondo nella classifica della felicità; ha la pista da slittino più lunga d’Italia e sarà il primo a inaugurare quest'anno un mercatino di Natale in alta quota (accanto alla stazione di arrivo dell'ovovia che sale a Monte Cavallo). Il periodo nataliazio è il momento migliore per visitare la città: una lunga processione di lucine illumina i cornicioni delle antiche case, allineate una accanto all'altra sulla via principale; e le vetrine si riempiono di decorazioni tipiche, dolciumi, candele profumate. Da Vipiteno non si può partire senza avere assaggiato il suo famoso yogurt. E sempre in tema di gastronomia, da segnalare il viaggio gastronomico-sensuale proposto dallo chef stellato Burkhard Bacher nel suo ristorante Kleine Flamme.

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