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L'attentato di Sarajevo, una memoria per immagini

A 100 anni dall'evento che in cinque settimane avrebbe portato l'Europa nella grande guerra, un viaggio fra le icone fotografiche - Le cose da sapere - La grande guerra cento anni

Il mondo si interroga ancora su quei due colpi di pistola esplosi da Gavrilo Princip e su come l'Europa si trovò in una guerra totale che avrebbe provocato quasi dieci milioni di morti. 

Un ricordo per immagini di quello che avvenne quel 28 giugno del 1914 a Sarajevo, capitale della Bosnia - Herzegovina.

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LA MOBILITAZIONE SERBA E LO SCOPPIO DELLA GUERRA.

Il 28 giugno Gavrilo Princip uccide l’arciduca Francesco Ferdinando. 

Il 25 luglio il governo serbo dirama l’ordine di mobilitazione contro la minaccia di invasione austriaca e dopo aver rifiutato le inaccettabili clausole dell’ultimatumviennese.

Richiamati tutti i maschi abili dai 25 ai 45 anni di età, il 9 agosto l’esercito di Belgrado poteva contare su una forza di circa 250.000 uomini divisi in 11 divisioni di fanteria e una di cavalleria.

Uscito stremato dalle guerre balcaniche degli anni 1912-13, l’esercito serbo non riuscì mai a mantenere un organico sufficiente, date le consistenti perdite subite nei primi mesi e l’impossibilità di rimpiazzarle con forze di rincalzo. 

L’industria bellica era pressoché inesistente e per le forniture  di armi e munizioni, Belgrado dipendeva totalmente dalla Francia e dalla Russia. 

Per questi motivi , la resistenza serba durò brevemente, fino all’invasione austro-ungarica avvenuta 

pochi mesi dopo l’inizio delle ostilità. 

Per la popolazione serba, la resistenza contro Vienna sarà un olocausto. I dati parlano di perdite attorno al 60% della popolazione maschile  e di un totale, comprensivo di civili e militari, di 1.100.000 morti.

Nella foto, Un richiamato serbo è accompagnato dalla moglie alla tradotta nel luglio 1914.

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