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Un pagamento attraverso la app di Edenred (Edenred)
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Tecnologia

Come sarà la pausa pranzo del futuro

Presto potremo prenotare dallo smartphone i menu dei ristoranti vicino l'ufficio e pagarli in anticipo tramite i buoni pasto. È la visione di Edenred, che attraverso la sua app offrirà sempre più servizi.

Ai primi languori della tarda mattinata, la bussola dell'appetito sarà lo smartphone: sullo schermo esibirà i menu del giorno dei ristoranti nei dintorni dell'ufficio, etnici o locali, salutari o per allergici alla dieta, consentendo di prenotare un posto alla tavola che ingolosisce di più. Non solo: ciascuno di noi avrà la possibilità d'invitare a unirsi i colleghi più simpatici (ignorando gli antipatici), saldare in anticipo il conto, dimenticare la lotteria d'intercettare il cameriere per ordinare e il fastidio degli ingorghi alla cassa per pagare.

Entri con chi vuoi, quando e dove vuoi, il pranzo è servito e arrivederci: propizia tutto il telefonino tramite un'applicazione. Peraltro, a costo zero, spendendo buoni pasto elettronici. È una formula rivoluzionaria senza essere una prospettiva vaga, ma una sperimentazione in corso in Spagna e Belgio. Sta andando bene e in futuro dovrebbe approdare anche da noi: a lanciarla sarà Edenred, colosso presente in 46 Paesi, con 2 milioni di clienti saziati soltanto nel Bel Paese (47 milioni nel mondo), 150 mila esercizi commerciali convenzionati lungo l'intero Stivale.

Il nome potrebbe non suonarvi familiare, però dovrebbe: è quello dietro i Ticket Restaurant, «i compagni di tutti i giorni delle persone che lavorano». La definizione è di Luca Palermo, l'amministratore delegato di Edenred Italia, che ha ben chiara la direzione da prendere: puntare sull'innovazione per rendere più facile un rito tradizionale quanto irrinunciabile. «Vogliamo essere un incentivo di socialità, contribuire a ottimizzare i tempi e le dinamiche della pausa pranzo, lasciando intatto il piacere della condivisione» racconta a Panorama.

Ne ha fatta di strada il vecchio fogliettino da firmare sul retro, al punto da giungere ad annullare sé stesso, di smaterializzarsi per abbracciare il progresso. Di migrare verso il digitale, anche con la complicità del Governo. L'ultima legge di Bilancio ha abbassato a 4 euro (da 5,29 euro) la soglia di esenzione fiscale per le aziende che distribuiscono i vetusti blocchetti cartacei ai loro dipendenti, ha alzato a 8 (da 7), quella per chi propende per il formato elettronico: tessere identiche a carte di credito e, appunto, applicazioni. «Ticket Restaurant Mobile», in Italia è già stata scaricata oltre 650 mila volte e consente di pagare dallo smartphone, pure se si è lasciato il portafogli sulla scrivania. Possiamo scommettere che, invece, il cellulare non lo si dimentica.

L'analogico conviene meno, da poche settimane molto meno. E infatti: «Dal 58 per cento attuale, prevediamo che entro fine anno l'80 per cento dei nostri clienti sarà passato al sistema digitale». Lo conferma Palermo, sottolineando i vari benefici di questa transizione in corso: «Si elimina lo spreco di carta, facendo un favore al pianeta. Si abbassano i costi per gli esercenti, perché a loro volta possono usare un telefonino per accettare i buoni pasto: basta leggere un codice sullo schermo del cliente con la fotocamera. In generale, si stimola l'uso dei pagamenti elettronici». In un Paese come il nostro tanto affezionato al contante, il Ticket Restaurant di bit diventa uno strumento educativo. Normalizza un comportamento eccezionale: «Siamo gli allenatori dei gesti cashless per i piccoli importi» riassume l'ad.

In attesa dei menu consultabili e prenotabili, entro l'anno si potrà inserire all'interno della app di Edenred la propria carta di credito o un altro sistema di pagamento virtuale. Così non dovremo più saldare la differenza tra il buono pasto e il totale del conto al ristorante trafficando con monetine e banconote, oppure obbligandoci a una seconda transazione digitale. In Francia è la norma. «E tecnologicamente in Italia già ci siamo» assicura Palermo. Che non intende fermarsi qui, anzi vede l'applicazione come una piattaforma ampia, come il punto di contatto tra servizi assortiti che una società può garantire ai suoi dipendenti. E, per loro, la possibilità di fruirne in modo semplice.

luca-palermo Luca Palermo, 49 anni, è amministratore delegato di Edenred Italia dal 2018. È stato CEO di Nexive, si è specializzato in General Management all'Harvard Business School.Edenred

Così, in ambito mobilità, con un credito sul telefonino si potranno noleggiare biciclette, monopattini, scooter o auto elettriche, oppure acquistare biglietti e abbonamenti dei trasporti pubblici. O accedere a combinazioni di soluzioni plurime. «Come il buono pasto cartaceo, anche l'auto aziendale è un benefit che appartiene a un'altra epoca. Il medesimo concetto si presta a essere declinato in varie forme che piacciono ai Millennial e hanno un impatto ambientale leggero». Se il ragionamento suona di rottura, la base tecnologica è di nuovo nelle nostre tasche: oltre a segnalare i ristoranti convenzionati nei paraggi, cosa che già avviene, un'applicazione mostrerà i mezzi disponibili nei dintorni. Per consentirlo, sarà sufficiente siglare accordi con vari operatori di mobilità presso i quali spendere i crediti che si avranno a disposizione mensilmente.

In questa stessa logica, Edenred aiuta le aziende a provvedere al benessere dei dipendenti: con il cappello di Easy Welfare, il Ticket Restaurant dei servizi, crea pacchetti su misura, cuciti addosso a vari pubblici di riferimento. Perché, banalmente, gli impiegati giovani vogliono potersi allenare o viaggiare («e avere una popolazione attiva, con la testa aperta, fa bene a tutta la collettività» chiosa Palermo), se sono genitori apprezzano di essere supportati nel crescere i figli, se si avvicinano alla pensione gradiscono sconti e agevolazioni nelle visite mediche. Al solito, si transita da una app, nella quale scoprire i centri convenzionati e a cosa si possono destinare i propri crediti in ogni categoria. A beneficiarne sono tutti, dipendenti e datori di lavoro: «Perché oggi» ricorda Palermo «la competizione tra le società si è spostata sulla capacità d'intercettare i talenti. E sull'abilità d'incentivarli a non andarsene altrove».

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