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Tecnologia

Condizionatori e climatizzatori, come e quale scegliere

L'estate non è così lontana ed è il momento giusto per acquistare un condizionatore prima del grande caldo. I consigli dell'esperto per decidere quale comprare

Poco più di un anno fa, il 9 gennaio 2019, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Dpr n. 146 del 16 novembre 2018 che attua la legge CE 517/2014 sui gas ad effetto serra. Questa legge impone che i condizionatori e i climatizzatori siano installati soltanto da aziende o persone autorizzate a farlo e in possesso di apposita certificazione. Lo scopo è impedire al massimo l'inquinamento causato da eventuali dispersioni di gas definiti fluorurati, ritenuti causa di effetto serra, tuttavia nulla per ora vieta di acquistare un impianto scegliendolo personalmente e poi farselo installare da un tecnico abilitato.

Ma se non l'avete fatto finora, sappiate che il tempo utile per installare il condizionatore d'aria al giusto prezzo sta per scadere. Con l'arrivo della primavera i prezzi salgono, e se da un lato ci sono installatori di fiducia che scelgono il modello che fa per voi, quando chi installa vi lascia l'incombenza di acquistare il più adatto per i vostri locali spesso ci si perde tra unità di misura e funzioni senza riuscire a capire se la potenza installata è adeguata o meno alle vostre necessità. Sbagliare significa non riuscire a raffreddare gli ambienti e al tempo stesso consumare molta energia elettrica facendoli andare al massimo. Ci sono poi i termini che seducono, come "pompa di calore" oppure "multisplit", o ancora quelli che promettono la non necessità di installare anche l'unità esterna o di risparmiare all'estetica di casa il foro nella finestra, icona anni Sessanta.

La verità è che per poter raffreddare qualcosa è necessario anche riscaldare, e quindi laddove compressore e condensatore, normalmente installati dentro l'unità esterna (la più rumorosa), fossero uniti all'evaporatore l'oggetto da dove esce il fresco, l'efficienza non potrebbe mai essere la medesima di uno split, bensì inferiore. Certamente se si decide per l'acquisto è perché "fa caldo", tuttavia questa non è la risposta chiave che porta alla scelta più opportuna. Infatti chiedersi perché si vuole un condizionatore implica una piccola analisi della propria situazione. Occorre raffreddare in estate ma anche riscaldare in inverno e ci vuole anche la pompa di calore? Oppure si tratta di mitigare alcune caratteristiche dei locali, come una posizione molto assolata o, al contrario, un piano ammezzato mono esposto all'esterno nel quale il ricambio di aria è limitato? A ogni esigenza un prodotto differente, sia esso dotato anche di riscaldatore (climatizzatore) oppure che privilegi la sola portata d'aria fredda come il condizionatore puro, ormai una rarità. Ecco allora che ci si documenta tra brochure e siti web, grandi magazzini e installatori, scoprendo caratteristiche tecniche e unità di misura criptiche. Ma se per esempio i Watt sono di facile comprensione, perché siamo abituati a rapportarli al consumo di energia, quando si tratta di maneggiare i "Btu" le cose si complicano.

A dispetto di acronimi e sigle inventate dal marketing, il Btu è una vera unità di misura del calore e significa British Thermal Unit; è usata ampiamente nei Paesi anglosassoni, qualche volta in alternativa ai Watt/ora ed è definita come la quantità di calore necessario per scaldare una libbra di acqua (0,4536 kg) da 39 a 40 gradi Fahrenheit (da 3,8 a 4,4 °C).Tranquilli, la lezione di fisica finisce qui, perché prima di fare dei conti è bene conoscere alcune caratteristiche dell'ambiente che desideriamo rinfrescare, ovvero la metratura, il tipo di coibentazione dei muri e l'esposizione al sole.

Questi sono da interpretare in modo peggiorativo sul lavoro del condizionatore, quindi sul numero di Btu che occorrono. Infatti se disponessimo di una parete a vetri, magari soleggiata, prima di condizionare sarebbe opportuno mettere in ombra il trasparente installando una tenda esterna. Essendo il vetro comunque conduttore di calore, lasciarlo al sole equivarrebbe a costruire una piastra riscaldante che richiederebbe al condizionatore un extra lavoro per mantenere fresco l'ambiente. La coibentazione è invece da considerarsi relativamente peggiore qualora il locale non fosse un'abitazione ma, per esempio, un immobile destinato a uffici o un laboratorio. Infine, la metratura, è ciò che occorre per poter fare il calcolo: Btu = Metri quadrati per 340, dove questo numero è una costante. Dunque se il locale fosse di 80 mq, moltiplicando per la nostra costante scopriremo che occorrono 27.200 Btu totali, da aumentare del 15% per ogni situazione peggiorativa. Il costo di un climatizzatore è ovviamente più alto quanto l'unità sarà potente, ma l'acquisto di un sistema sottodimensionato non farà affatto risparmiare energia, in quanto dovrà lavorare di più per ottenere le prestazioni richieste.

Un altro fattore che influenza in modo negativo l'acquisto è farsi sedurre dal design. Più questo è spinto dal punto di vista della riduzione delle dimensioni delle unità interne (split) e caratterizzato da linee curve, più al suo interno il costruttore avrà divuto usare componenti fuori da standard industriali, quindi in caso di riparazione si potrebbero subire costi maggiori e lunghe attese per ottenere i ricambi. Non a caso uno dei fattori da consuiderare è proprio la qualità dell'assistenza tecnica, con la quale potremo avere a che fare nella vita operativa di un impianto, mediamente dieci anni.

In quanto a tecnologia, ormai sono in orduzione soltanto modelli a inverter, ovvero unità che producono aria fresca al massimo della potenza e quindi la regolano una volta ottenuta la temperatura desiderata, quindi risparmiando tempo ed energia. Da notare che, come tutti gli elettrodomestici, anche i climatizzatori hanno una classe energetica che va da A+, la più virtuosa, a G, la più assetata di kilowatt.

Soltanto dopo aver considerato tutte queste cose il tecnico vi proporrà una determinata architettura d'impianto che preveda l'installazione di uno o più unità "split" in diversi punti degli ambienti oppure un unico sistema, o ancora due climatizzatori più piccoli e indipendenti. Una volta acquistato l'impianto ricordatevi però di fare manutenzione: pulire i filtri dell'evaporatore, se in inverno non la utilizzate coprite l'unità esterna e dopo tre-quattro anni fate controllare l'impianto da un tecnico specializzato.

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