Televisione

Professione spettacolo: ecco il primo master in showbiz

In tv e al cinema sempre più giovani professionisti provengono da master post lauream. Due esperti, Gregorio Paolini e Gianpiero Gamaleri, spiegano i motivi

Neri Marcorè e Anna Valle

Questo nostro amore, serie Tv andata recentemente in onda su Rai1 con Anna Valle e Neri Marcorè – Credits: (La Presse)

Master che passione! Soprattutto se è finalizzato a introdurre nel magico mondo dello showbiz. Li scelgono sempre più frequentemente gli studenti già laureati in discipline di Scienze della Comunicazione per rendere meno lunga e complicata la loro formazione nelle professioni dello spettacolo.

Cosa offrono di tanto accattivante i cosiddetti master di ultima generazione? Un elemento su tutti: la pratica sul campo. Ovvero la possibilità di un inserimento in grandi aziende legate a società che operano nel settore dello spettacolo, come partecipare al lavoro di organizzazione oppure di comunicazione negli uffici stampa dello shobiz o in uffici addetti addetti alle pubbliche relazioni. Insomma si viene a contatto con la realtà in cui si muovono le attività dello spettacolo.  A tutt'oggi, però,  ancora non esiste una scuola di specializzazione in produzione televisiva, cinematografica o teatrale, non esiste un master che possa insegnare l'arte del marketing nelle imprese dello spettacolo.

Adesso l'Università La Sapienza di Roma, con la direzione didattica e scientifica del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale, guidato dal professor Mario Morcellini, fa partire il primo master in showbiz, nome completo: Professione spettacolo, master: corso post lauream in gestione e marketing delle imprese nei settori dello spettacolo. Ideato da  Adriano Aragozzini, noto manager a livello internazionale, organizzatore di molte edizioni del Festival di Sanremo, il nuovo corso vuole riempire un vuoto nell'insegnamento delle professioni dello spettacolo.

Dal prossimo 14 gennaio il gruppo di 45 neo laureati selezionato da una commissione apposita, verrà inserito, a seconda delle varie preferenze attitudinali, in aziende leader nel mondo dello spettacolo quali grandi case di produzione televisiva, cinematografica, teatrale, operistica, oppure in società di marketing o di realizzazione di grandi eventi, solo per fare qualche esempio. All'attività sul campo che dura tutta la settimana, saranno affiancate lezioni teoriche nei giorni del venerdì e sabato, tenute dalle eccellenze italiane nei vari settori.Tra i docenti ci saranno Renzo Arbore, Maurizio Costanzo, Gigi Proietti, Bibi Ballandi (produttore di spettacoli tv)  Pippo Baudo, Giorgio Assumma,  Pietro Valsecchi (produttore di Squadra antimafia), Fausto Brizzi, Flavio Mucciante (direttore di Radio2). Il master dura complessivamente 400 ore e per ba selezione saranno presi in considerazione anche titolo personali come pubblicazioni sia nel settore editoriale che giornalistico.

Ma davvero se ne sentiva il bisogno?  E soprattutto: servono davvero a formare nuove giovani maestranze specializzate, questi master post lauream? Panorama.it lo ha chiesto a due esperti, Gregorio Paolini produttore e autore tv e Gianpiero Gamaleri, docente universitario.

"Come produttore della casa di produzione Hangar che lavora per il piccolo schermo, posso testimoniare che molti dei miei attuali collaboratori provengono proprio da master post lauream di questo tipo", afferma Gregorio Paolini che è anche autore tv. "Per  aziende come la mia, i master universitari rappresentano dei veri e propri casting che consentono a noi non solo di verificare la preparazione teorica, ma soprattutto le concrete capacità dei partecipanti, il loro spirito di iniziativa, la reale bravura nell'affrontare i molteplici problemi che nascono quotidianamente.Personalmente tendo a valutarne le potenzialità e capire  in quale settore poterli successivamente impiegare. E finora i giovani professionisti selezionati si sono rivelati all'altezza dei compiti loro affidati".

"In settori come quello dello spettacolo bisogna aprirsi il più possibile alle esperienze internazionali", afferma Gianpiero Gamaleri, ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all'Università Roma 3. "Ben vengano questi corsi che anche a Milano sono gestiti da grandi atenei e inseriscono giovani professionisti nelle varie attività lavorative di Mediaset e di altri canali televisivi. L'importante, però, è rimanere agganciati ai circuiti internazionali del piccolo e del grande schermo, essere sempre aggiornati sui format che sono già attivi fuori dei nostri confini e non ancora testati sulla nostra tv. Insomma bisogna superare quel provincialismo che spesso contraddistingue i nostri rapporti con altre realtà. Se un master è in grado di inculcare nei giovani professionisti che forma, l'internazionalità di vedute e contenuti, è senza dubbio vincente. Solo assumendo giovani preparati, si riesce ad arginare la crisi di contenuti che attanaglia le aziende televisive e cinematografiche e a dare un contributo allo sviluppo".

Ma riescono, attualmente, a funzionare questi corsi nella realtà del nostro piccolo schermo? Andiamo anche noi a verificarlo sul campo.

Già in molte fiction i registi e i produttori tendono a far recitare giovani attori al di sotto dei trent'anni che provengono da corsi di specializzazione. Nella serie Questo nostro amore, andata recentemente in onda su Rai1 con Anna Valle e Neri Marcorè, quasi il 50% dei giovani interpreti era al di sotto dei trent'anni e aveva esperienze passate in master di post laurea. Accade la stessa cosa anche per fiction a lunga serialità come Un posto al sole, in onda su Rai3, Cento vetrine su Canale 5. il team di sceneggiatori e di giovani interpreti, di aiuto-regista e addetti ai vari compiti delle riprese e della stessa comunicazione, proviene da master universitari, effettuati in  vari atenei italiani. Inoltre la grande produzione  di fiction degli ultimi anni sta rendendo sempre più necessarie le figure di nuovi sceneggiatori. Il trend  attualmente in voga consiste nel far lavorare un pool di giovani sceneggiatori, provenienti da master sotto la supervisisone di uno o due nomi importanti del settore. In quest'ottica vengono gestite soprattutto le fiction a lunga serialità.

"I master assicurano una qualche meritocrazia in tutte le discipline nelle quali vengono realizzati", conferma un pool di manager ed economisti, intervistato da Panorama.it. "La figura del partecipante è quasi sempre in sintonia con le qualità e le caratteristiche richieste dalle grandi aziende, quindi rappresentano una sicurezza per l'investimento in termini di assunzione" concludono gli esperti.

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