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Televisione

Pechino Express. vincono Alessandro Sampaoli e Debora Villa

La coppia di attori conquista il primo posto e svela di aver saputo della vittoria in contemporanea con gli spettatori. Ecco cosa ha funzionato e cosa no nell'adventure show

Debora Villa (Credits: La Presse)

L'ultima puntata di Pechino Express ha salutato il pubblico di Rai2 con il 9,11% di share e 2.418.000 spettatori. E' stato il miglior risultato in assoluto dell'adventure show che ha laureato campioni gli attori Alessandro Sanpaolo e Debora Villa. Dietro si sono classificati la coppia dei ballerini composta da Andres Gil e Anastasia Kuzmina e in terza posizione Costantino della Gherardesca e il nipote Barù. Il lungo viaggio era iniziato lo scorso 13 settembre dalla città indiana di Haridwar per concludersi, dopo dieci puntate e diecimila Km percorsi, in Cina. Qui le coppie finaliste hanno incontrato più difficoltà che altrove, sia per la complessità delle prove affrontate sia per la poca predisposizione dei cinesi a comunicare in inglese, come ci ha rivelato Alessandro Sampaoli.

L'attore italiano che vive tra l'Italia e la Francia, ha infatti  ammesso a Panorama.it: "inizialmente gli ostacoli più grandi sembravano la ricerca del cibo e il gran caldo che in India ci ha debilitato fisicamente. Man mano siamo riusciti ad ambientarci e non abbiamo dovuto faticare tanto per trovare anche un posto per dormire. Ma in Cina gli scenari sono radicalmente mutati: gli abitanti avevano comportamenti diversi, una gestualità che non ci aiutava a chiedere quanto volevamo, ci guardavano come alieni. E le due prove, la salita dei 6600 scalini per arrivare al Tempio Tai e la muraglia cinese, sono state faticosissime"

L'attore svela di aver saputo della vittoria in contemporanea con i telespettatori. La casa di produzione del reality, la Magnolia, aveva custodito il segreto sui vincitori, sembra addirittura con un doppio finale. "La somma del montepremi finale, ventimila Euro, io e Debora Villa l'abbiamo devoluta all'associazione Medici senza frontiere, secondo gli scopi umanitari del reality che prevedevano di dare in beneficenza a associazioni locali anche i premi conquistati alla fine di ogni puntata" dice Alessandro Sampaoli. A proposito dei motivi per i quali Pechino Express non ha conquistato totalmente il pubblico, l'attore afferma: "è partito in sordina, forse con una promozione un po' sotto tono che avrebbe dovuto spiegare meglio la grande innovazione del gioco: nessuna diretta, niente televoto, niente conduttore in studio. Adesso che il format è stato assimilato, certamente la seconda edizione avrà più successo."

Presentato come la nuova frontiera del reality show, Pechino Express, infatti,  ha convinto il pubblico televisivo solo parzialmente, attestandosi per le prime nove puntate su share tra il 6 e l'8%.

Eccoo i tre aspetti dell'adventure show che hanno fatto la differenza in positivo e i tre che invece non hanno funzionato.

La grande novità è stata la nuova concezione del reality, inteso come viaggio attraverso i continenti. Seguendo le peregrinazioni dei concorrenti si è potuta conoscere la vera quotidianeità dei popoli, la vita vissuta, le abitudini, le tradizioni in maniera approfondita come nessun viaggio turistico avrebbe mai potuto fare. L'aspetto più affascinante sono stati i paesaggi, le bellezze naturali e spesso poco conosciute delle nazioni attraversate che hanno fatto la differenza e hanno interessato il pubblico. Ogni volta che si cambiava nazione, infatti, e mutavano gli scenari e i paesaggi, gli indici di ascolto cominciavano a risalire.

Infine ha funzionato la dialettica tra le coppie di concorrenti. A nostro avviso la migliore, come è apparso soprattutto nelle ultime puntate, è stata quella formata da Costantino della Gherardesca e dal nipote Barù. Costantino si è giocato le carte dell'ironia, leggerezza, sens of humour. Altra coppia che andava valorizzata era quella formata da Simona Izzo e dal figlio Francesco Venditti. Nei loro dialoghi era chiara la difficoltà generazionale tra madre e figlio espressa in un mix di trash e divertimento.

A non funzionare, innanzitutto, è stato l'appiattimento, evidente in particolare, nelle prime cinque puntate, sui concorrenti che cercavano solo passaggi per trasferirsi da una città all'altra. Insomma il telespettatore passava da un autostop all'altro senza convinzione in una lungaggine di tempi televisivi che ha appesantito lo scorrere degli eventi. Altro elemento da evitare era il ricorso alle parolacce da parte di alcuni concorrenti. Parolacce che non venivano coperte dai consueti "bip" pur essendo il programma tutto registrato, le riprese infatti si erano concluse a fine agosto. Questo atteggiamento  induce a pensare che quei termini siano stati lasciati volutamente per alimentare eventuali polemiche foriere di migliori ascolti. Solo in un secondo tempo, per fortuna, c'è stato il ricorso liberatorio ai "bip" di copertura. Infine il conduttore on the road: Emanuele Filiberto pur cavandosela bene, è stato troppo "istituzionale" e distaccato nella gestione dei vari concorrenti. Le intemperanze e i capricci di ognuno dovevano essere sottolineati ironicamente da un personaggio più disincantato e pungente, come è stato Valdimir Luxuria per l'ultima edizione de L'isola dei famosi.

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