"Il primo tronista gay sarà un uomo e affiancherà altri tronisti". È Maria De Filippi a dettare i tempi e le modalità del debutto più atteso della prossima stagione televisiva, ovvero l'avvio del "trono gay" di Uomini e Donne. Si parte il 12 settembre prossimo su Canale 5, annuncia la conduttrice attraverso una lunga intervista al settimanale Oggi, nella quale affronta diversi temi professionali e privati e conferma la proposta del gruppo Discovery, 180 milioni di euro per fondare un nuovo canale. Una cifra monstre che però ha rifiutato. Ecco perché.

Uomini e Donne, dal 12 settembre il trono gay
La piccola rivoluzione defilippiana è a tutti gli effetti una delle novità più attese della prossima stagione tv e parte del merito della creazione del trono gay è da attribuire a Maurizio Costanzo. "Il pubblico in qualche modo se lo aspettava da noi. Maurizio insisteva già l'anno scorso. Lui era convinto che io dovessi farlo ma non eravamo riusciti a organizzare i casting - svela Maria De Filippi a Oggi - Partiremo il 12 settembre. Sarà un uomo e affiancherà altri tronisti".

Per sapere chi sarà il primo tronista gay di Uomini e Donne tocca aspettare la fine del mese, quando inizieranno le registrazioni del people show campione di ascolti. Tutti gli indizi (e qualche fonte attendibile) portano dritti a Claudio Sona, modello e titolare di un bar molto conosciuto a Verona, ma non c'è ancora la conferma definitiva. "Sarà tutto normale, non ci sono dinamiche diverse nell'amore omosessuale - anticipa la conduttrice - Quando a C'è posta per te ho raccontato una storia gay con alcune sorprese, l'ho fatto esattamente come racconto altre storie. Quando ho annunciato i due nomi c'è stato un piccolo brusio del pubblico, ma al di là di questo nient'altro". 

Maria De Filippi ha detto no a 180 milioni 
L'intervista a Oggi è anche l'occasione per approfondire uno dei rumors più appassionanti di tivù-mercato. Maria De Filippi ha infatti confermato le trattative con Discovery, che ha messo sul piatto 180 milioni di euro puntando a creare una sorta di De Filippi Channel. "Queste cifre esorbitanti non erano certo per me, ma per l'intera operazione - precisa la conduttrice - Se pensi a una programmazione 24 ore su 24 per tre anni non sono poi così tanti". Poi la De Filippi spiega di non essersi sentita all'altezza: "Non si tratta solo di condurre o produrre per altri ma di creare un vero palinsesto e bisogna avere competenze anche nel marketing. Ho avuto l'impressione che si trattasse di un altro lavoro e ho pensato fosse il caso di continuare il mio". 

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