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Mazzarri, l'anti-Mou odiato dagli interisti

Due anni di polemiche e insulti. Come quando il portavoce di Jose diede dell'asino a Walter - La scommessa di Moratti - retroscena sull'arrivo all'Inter - speciale calciomercato

Il celebre gesto delle manette di Mourinho nel febbraio 2010 – Credits: Afp

Troppo simili per andare d'accordo. Uguali nel modo di vivere il calcio, di stare in panchina e pure davanti alle telecamere. Mazzarri e Mourinho, storia di un amore mai nato ma che adesso dovrà sbocciare nel cuore dei tifosi interisti che continuano a considerare l'uomo di Setubal un Vate ma saranno costretti ad amare anche il duro di San Vincenzo. Chiamerà Mou come ha fatto con i predecessori di Walter? Difficile. E Mazzarri saprà avere rispetto della storia di Jose ad Appiano Gentile? Può darsi.

Di sicuro il triangolo è stuzzicante e anche l'ultimo affondo di De Laurentiis mette pepe: "Se si poteva trattenere Mazzarri? Nel matrimonio si è in due. Lei può convincere con i soldi una moglie a rimanere, ma se lei ha deciso di scopare con un altro scopa con un altro". I soldi, già. Argomento già usato con stoccata diretta da Mourinho nel febbraio del 2010. L'Inter aveva appena pareggiato a Napoli una partita durissima e chiusa tra le polemiche: "Se allenerei mai una squadra di De Laurentiis? Lui non ha i soldi per me" lo aveva fulminato lo Special One.

Quattro giorni prima il presidente del Napoli si era presentato davanti alle tv per dire "nella mia eventuale lista degli allenatori Mourinho sarebbe l'ultimo. Non cambierei Mazzarri con lui nemmeno se me lo regalassero, come attore invece lo prenderei". Offesa mortale per Jose con risposta immediata ("Quel signore piccolino crede che il calcio sia Hollywood. Parla parla parla...") e vendetta consumata fredda.

E Mazzarri? I rapporti si erano guastati un anno prima. Inter fuori dalla Coppa Italia, il portoghese che sostiene che avrebbe meritato e il livornese serafico: "In Portogallo hanno visto un'altra partita". Poi più nulla fino al famoso febbraio 2010 in cui Mourinho si toglie il sassolino dalla scarpa: "Per qualche allenatore che nella sua vita non ha vinto neanche la Coppa di Lombardia o la Coppa Toscana fare risultato contro Mourinho diventa la cosa più importante della carriera". Concetto ripreso anche qualche mese dopo e allargato al presidente del Napoli.

Non si sono mai amati, no. Sentite cosa diceva Eladio Paramès, portavoce di Mou, riferito a Mazzarri (21 febbraio 2010): "Un asino può lavorare ma non diventerà mai un cavallo di razza". Walter aveva osservato: "Se confrontiamo le rose ho vinto molto più di lui. Mourinho è un fenomeno mediatico e parla solo di soldi e budget". I pensieri dello Special? "Bischerate". Graffiante Eladio: "All'asino bisogna spiegare che il mercato rappresenta solo una parte del budget"

Chissà se si sono anche divertiti nel mandarsi a quel paese.Il sospetto viene anche se i toni sono stati spesso  accesi. Uguali nello stare in panchina, Mazzarri a un certo punto si era convinto di non essere tutelato quanto il collega più famoso. Espulso aveva sbottato: "Ci sono due pesi e due misure... Voglio essere rispettato come tutti gli altri allenatori". Però sapeva anche apprezzare: "Se parla di noi vuol dire che siamo diventati importanti" (15 maggio 2010). Ma nella stessa intervista anche il veleno: "Da quando ho capito il valore della persona e della sua band i suoi commenti hanno valore zero. Non c'è bisogno di commentare. Chiunque abbia un minimo di intelletto...".

Dovrà cambiare idea. Impossibile per Mazzarri sopravvivere all'impatto con l'integralismo interista senza pensare a Mourinho come a una stella polare. L'ultima volta che ne ha parlato, forse, qualcosa era già cambiato. Dicembre 2011 dopo la qualificazione in extremis agli ottavi di Champions strappata a Vila-real facendosi buttare fuori volontariamente: "Io sono come Mourinho. Lo stimo molto perché fa qualunque cosa per dare un input ai suoi giocatori". Lontano dagli occhi, più vicino al cuore.

Il prossimo banco di prova sarà la prima conferenza stampa da interista. Gli chiederanno di Mou? Certo che lo faranno. E tutti saranno lì ad aspettare una scivolata, la risposta sbagliata, il quadro fatto togliere dal muro di Appiano. Benitez si bruciò, Mazzarri deve resistere. In fondo lui e Jose sono solo gemelli diversi ed è curioso che il primo ad accorgersene sia stato un altro dei nemici di Mou. 31 ottobre 2011, Pietro Lo Monaco dirigente del Catania: "Mazzarri? Non mi interessa cosa dice, mi pare stia facendo il Mourinho dei poveri". Non si ha notizia della risposta di Walter. Quelle del portoghese passarono alla storia.

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