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Le squadre in campo: GERMANIA

La squadra di Loew è un mix di classe e giovani fenomeni ma la Germania non vince un trofeo dal 1996

Il tecnico tedesco Joachim Loew (ANSA/ANDREAS GEBERT)

Nel girone di ferro con Olanda, Portogallo e Danimarca la Germania di Loew non vuole incappare in un’eliminazione al primo turno che manca dal 2004 e avrebbe del clamoroso. L’obiettivo è superare il girone per vivere un tabellone finale da protagonista e tornare ad alzare un trofeo, sensazione che per gli amanti della nazionale tedesca manca dal lontano 1996. La voglia di riscatto passa anche dai protagonisti del Bayern reduci dalla sconfitta in Champions League con il Chelsea, l’imperativo è sfatare il mito ormai troppo fastidioso degli “eterni secondi”.

La storia recente:

I tedeschi detengono il record di vittorie ai campionati europei. Per tre volte hanno alzato il trofeo, nel 1972, nel 1980 e nel 1996. La nazionale di Loew si sta però trascinando da troppi anni la fama di squadra incapace di arrivare fino in fondo, fragile nelle partite che contano davvero. Dopo la finale persa in Austria e Svizzera contro la Spagna anche il mondiale africano ha visto la Germania chiudere solamente sul gradino più basso del podio dopo un avvio esaltante. La scuola tedesca ha prodotto nei suoi vivai giocatori di qualità eccelsa che hanno permesso alle nazionali giovanili di trionfare in sequenza nei mondiali under 17 e under 20. Al contrario di quel che è successo alla Spagna la crescita costante del vivaio non ha sortito però alcun effetto sulla bacheca tedesca, un dato emblematico che costringe Loew ad un Europeo da protagonista.  

Palamres: 3 coppe del mondo (1954, 1974, 1990), 3 campionati europei (1972, 1980, 1996)

Le convocazioni:

Il commissario tecnico ha escluso dalla lista dei 23 il giovane Draxler e l'attaccante Cacau. In attacco sono solamente tre gli attaccanti puri a disposizione: oltre a Miroslav Klose, nuovamente perno della nazionale dopo l'ottima stagione con la Lazio, ci saranno Podolski e Klose. Tanta scelta a centrocampo con giocatori che spiccano per doti offensive e si aggiungono al peso specifico dell'attacco: da Gotze ad Ozil passando per Reus e Muller del Bayern la Germania dovrebbe schierarsi con un 4-2-3-1 composto da Neuer, Lahm, Boateng, Badstuber, Hummels, Kroos, Ozil, Schweinsteiger, Muller, Gotze e Klose.

Portieri: Manuel Neuer (FC Bayern München), Tim Wiese (SV Werder Bremen), Ron-Robert Zieler (Hannover 96).

Difensori: Holger Badstuber (FC Bayern München), Jérôme Boateng (FC Bayern München), Benedikt Höwedes (FC Schalke 04), Mats Hummels (Borussia Dortmund), Marcel Schmelzer (Borussia Dortmund), Philipp Lahm (FC Bayern München), Per Mertesacker (Arsenal FC).

Centrocampisti: Lars Bender (Bayer 04 Leverkusen), Toni Kroos (FC Bayern München), Thomas Müller (FC Bayern München), Mesut Özil (Real Madrid CF), Sami Khedira (Real Madrid CF), Marco Reus (VfL Borussia Mönchengladbach), André Schürrle (Bayer 04 Leverkusen), Bastian Schweinsteiger (FC Bayern München), Mario Götze (Borussia Dortmund), Ilkay Gündogan (Borussia Dortmund).

Attaccanti: Miroslav Klose (S.S. Lazio), Mario Gomez (FC Bayern München), Lukas Podolski (1. FC Köln).

La possibile sorpresa: Mario Gotze

Classe 1992, centrocampista offensivo del Borussia Dortmund che sa giocare anche da esterno. Gotze è tra i più talentuosi giocatori del nuovo corso tedesco, buona visione di gioco, velocità e dribbling sono le sue caratteristiche principali. Con la nazionale del suo paese ha giocato in tutte le categorie vincendo il campionato europeo under 17 e aggiudicandosi nel 2011 l'European Golden Boy, premio assegnato al miglior calciatore under 21 d’Europa. Con il Borussia ha vinto due campionati consecutivi diventando l'oggetto del desiderio di mezza Europa. Nonostante l'età è destinato ad una maglia da titolare nella squadra di Loew ed è indicato da tanti come la possibile rivelazione del torneo.

La stella: Mesut Ozil

Il fantasista del Real Madrid può giocare sia come centrale che come trequartista esterno a supporto delle punte. La sua rapidità e il dribbling bruciante lo hanno reso uno dei pezzi di mercato più pregiati dell’estate 2010 quando ha lasciato il Werder Brema per 15 milioni di euro. Con i blancos ha collezionato 71 presenze segnando anche 10 gol e grazie a Mourinho ha trovato continuità con una maglia da titolare. Di origine turca, Ozil ha vissuto da protagonista tutta la trafila delle nazionali giovanili tedesche vincendo anche l’Europeo under 21 del 2009 in Svezia. Loew gli affiderà le chiavi del centrocampo con la mansione di innescare gli esterni e la punta unica nel  4-2-3-1.

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