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Ibra, l'uomo da 70 milioni che fa felici tutti

Storia dello 'zingaro' che segna record ad ogni trasferimento. Solo il Barca ci ha perso. E lui viaggia da un aumento all'altro anche senza vincere la Champions

Ibra Psg

Ibrahimovic ha segnato 56 gol in 85 presenze col Milan – Credits: La Presse

Se fosse un titolo in Borsa sarebbe corteggiato dagli operatori finanziari perché affidabile nel tempo. Non vale più come qualche anno fa, ma rende sempre e soprattutto è uno dei pochi a far felice sia chi vende che chi compra. La parabola di Zlatan Ibrahimovic sul mercato è quella del prototipo perfetto del calciatore-imprenditore del Terzo Millennio. Solo a Barcellona se lo ricordano come un incubo. Anzi, peggio: "L'affare più sbagliato della storia del club" ha avuto modo di dire recentemente il presidente Rosell.

Gli altri, invece, sono ben felici perché raramente qualcuno può dire di averci perso nel triangolo con il fido Mino Raiola che avrà i modi bruschi e un po' guasconi del piazzaiolo napoletano, ma che in fondo ha sempre fatto fare buoni affari anche ai presidenti. Chiede a Massimo Moratti dopo lo scambio Ibra-Eto'o. Lontano dai microfoni anche il numero uno interista ebbe modo di confessare che il manager non era certo persona sgradita ad Appiano Gentile.

UNA CARRIERA DA 80 MILIONI DI EURO - Quanto ha guadagnato sin qui Ibra nella giostra che lo ha visto girare per mezza Europa? Tolti gli spiccioli dei primi tempi al Malmoe siamo intorno agli 80 milioni di euro netti solo in stipendi. Una progressione che non si è ancora interrotta. Poco meno di un milione all'Ajax, poi l'approdo alla Juventus con raddoppio in serie (1,7 nel 2004 e 3 milioni nel 2005), la rottura con Moggi proprio per questioni di soldi e la fuga all'Inter post-Calciopoli.

Con Moratti Ibra si è arricchito. Ad ogni scudetto un rinnovo fino al tetto dei 12 milioni netti raggiunto nel 2009 e conservato al Barcellona dove prendeva più di Messi. Stagione difficile ma senza sconti (per gli altri). Il ritorno al Milan viene accompagnato dalle voci di un 'taglio' a 9,5 milioni più premi: alla fine il totale è più o meno sempre quello e dopo le critiche per lo scudetto perso è lo stesso club a rinfacciarglielo.

IL PIU' PAGATO ALL'AJAX - Anche i suoi trasferimenti sono spesso da record. Comincia subito quando passa dal Malmoe all'Ajax per 8,7 milioni di euro. Mai i lanciari avevano speso tanto per un giocatore ma l'investimento rende. In campo Ibra segna 47 gol in 110 partite vincendo 2 scudetti olandesi, una Coppa nazionale e una Supercoppa d'Olanda. Lo fa arrivare Beenhakker e lo valorizza Koeman che poi lo lascia partire nella filosofia del club di Amsterdam.

IL CAPOLAVORO DI MOGGI - Ad accorgersi del talento incredibile di Zlatan è Moggi. L'asse con Raiola si salda e lo svedese arriva a Torino per 16 milioni di euro. Vince subito. Due scudetti (che poi Calciopoli cancellerà impietosamente) e convince anche se la seconda stagione non è all'altezza della prima e in Champions emergono i primi problemi. In tutto realizza 26 gol in 92 presenze. Ingaggia un braccio di ferro per il rinnovo con aumento e dopo l'estate della B scappa.

INTER, PRIMO AMORE - La dirigenza juventina del dopo-Triade lo cede insieme a Vieira all'Inter: 24,8 milioni di euro che rappresentano una plusvalenza importante anche se non il valore vero del giocatore. "Da bambino ero tifoso dell'Inter, sono arrivato nel club del mio futuro" spara Zlatan alla presentazione. Boom. Segna tanto (66 gol in 117 partite) e vince moltissimo: 3 scudetti, una Supercoppa italiana e un titolo di capocannoniere. Manca ancora l'appuntamento con l'Europa e malgrado le insistenze di Mourinho decide di andarsene.

L'INCUBO DEL BARCELLONA - Lo scambio avviene mentre lui è in tournee negli Stati Uniti con i compagni. All'Inter vanno Eto'o e 48 milioni cash: valutazione complessiva 68 milioni di euro. Moratti li prende, ringrazia e costruisce la squadra del Triplete. Ibrahimovic bacia la maglia blaugrana, litiga con Messi, fa quasi a pugni con Guardiola e poi figge nuovamente. Non segna poco (22 gol in 46 presenze) e conquista la Liga, però gli unici trofei internazionali che solleva sono merito degli altri: Supercoppa europea e Mondiale per club.

AL MILAN PAGATO A RATE - Il fido Raiola alza il telefono e chiama Galliani. L'affare è ottimo e si concretizza a fine mercato: 24 milioni di euro pagabili in tre rate. Il Barcellona scrive a bilancio una minusvalenza storica mentre il Milan gode. Vince subito lo scudetto e la Supercoppa e saluta il miglior Ibra della carriera: 85 partite, 56 gol di cui 35 nella seconda stagione che si chiude, però, senza scudetto. Zlatan sbotta ("Non sono abituato a non vincere e non mi piace per nulla") e Raiola si rimette al lavoro.

Risparmi di ingaggio a parte in via Turati piove comunque una montagna di euro. Il titolo-Ibra continua a reggere, malgrado la recessione, gli anni che passano e quel piccolo difettuccio che lo rende docile docile quando suona la musichetta della Champions. Agli sceicchi, però, questo particolare sembra davvero non interessare per nulla.

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