Formula 1

Raikkonen alla Ferrari: 5 buoni motivi

Dopo l'addio di Massa la scuderia di Maranello ha scelto il ritorno del finlandese, che farà bene anche ad Alonso - il sondaggio - l'opinione di Ivan Capelli -  Massa alla Ferrari (fotostoria)

Kimi Raikkonen quando nel 2008 era un pilota Ferrari (Credits: ANSA-EPA / CARMEN JASPERSEN / PAL)

Kimi Raikkonen torna alla Ferrari. Manca solo l'ufficialità ma l'addio confermato via twitter di Felipe Massa da Maranello ha di fatto aperto la strada all'unica soluzione possibile. Una scelta importante, corretta, per diversi motivi:

- PILOTA: Raikkonen non si discute. Campione del Mondo, grande piede, freddo ragioniere quando serve ma all'occasione anche "spericolato". E' di sicuro uno dei Top Driver del circus. Di certo il migliore che il mercato potesse offrire. Gli altri erano piloti demotivati (Webber) o giovani troppo inesperti (Bianchi) oppure dall'errore facile (Hulkenberg). Insomma, il meglio possibile. A questo va aggiunto che resta uno dei migliori piloti del circus in quella che è la gestione (o il risparmio) delle gomme. Spesso questa sua qualità lo ha portato a poter utilizzare strategie in gara con un numero di cambi gomme inferiore a quello degli avversari. Una qualità non da poco.

- PROVA: questa Formula 1, sempre di più, si decide al sabato. E la pole position per la Ferrari è sempre più un miraggio. Kimi ha dimostrato più volte di essere in grado nel giro secco di estrarre dalla vettura il massimo e di metterci anche del suo per andare oltre al 100%

- STIMOLO: la verità? La prima guida resterà anche per il prossimo anno Fernando Alonso. Raikkonen sarà una seconda guida di lusso, ma pur sempre una seconda guida. Lo spagnolo però avrà vita meno facile che nelle ultime stagioni. Con Massa infatti la differenza era fin troppo evidente (anche se in questa stagione il brasiliano ha chiuso per ben 5 volte davanti all'asturiano nelle prove ufficiali). Con il finlandese invece servirà sempre e comunque un Alonso al top, in versione "extralusso".

- CRESCITA VETTURA: il paddock, diciamola tutta, sul tema è diviso. Per molti Raikkonen non sarebbe un gran collaudatore. Lui si limita a guidare le vetture, senza contribuire troppo alla loro crescita. Quello che però sta accadendo alla Lotus in queste stagioni sta dimostrando l'esatto contrario

- AMBIENTE: Kimi conosce Maranello. Conosce la gente che più o meno è rimasta la stessa da quando l'aveva lasciata lui nel 2009, il clima, le ambizioni, la pressione. In più, l'arrivo di Raikkonen è una scelta importante, soprattutto perché vede la fine del modello "Jean Todt", che dall'arrivo di Schumacher aveva visto la Ferrari puntare su una prima guida (il tedesco prima, Fernando Alonso poi) ed un secondo pilota, più scudiero che altro. Ora si torna alle due punte (o presunte tali). Segno che a Maranello stanno davvero pensando in grande, anche per il mondiale costruttori

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