Vettel Ferrari Australia
Formula 1

Gp Australia: vince Hamilton, Vettel terzo

Il pilota britannico vince per la seconda volta sulla pista di Melbourne. Secondo Rosberg, che precede un Vettel subito veloce e protagonista

Tutto vero. La Ferrari conferma nella prima gara della stagione di aver ridimensionato in modo significativo la distanza che la separava dalla Mercedes. Sulla pista australiana di Melbourne, le monoposto targate Maranello di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen hanno firmato una prova super, battagliando ad armi pari con la Williams di Felipe Massa (Vallteri Bottas non era al via della corsa per un problema alla schiena) e rosicchiando almeno 6-7 decimi sul giro secco alle Frecce d'argento. Se si pensa che fino a qualche mese fa il gap era molto vicino ai 2 secondi, ecco che si spiegano i sorrisi degli uomini in tuta rossa nelle settimane precedenti. La classifica al termine dei 58 giri previsti dice Hamilton, Rosberg, Vettel, Massa, Nasr, Ricciardo, Hulkenberg, Ericsson, Sainz, Perez, Button. Vettel sale sul podio e fa festa. Perché meglio, almeno per il momento, non si poteva proprio chiedere a questa Ferrari. Raikkonen lascia invece la corsa al giro numero 41 per un problema alla posteriore sinistra. Errore del box del Cavallino, che non riesce ad accomodare un bullone al pit-stop e costringe il pilota finlandese ad alzare bandiera bianca. 

 

Semaforo verde

Hamilton vince e convince. Come Rosberg, che fila a braccetto del compagno di scuderia in una gara già segnata nei primi giri. Le Mercedes fanno ancora corsa a sé, come da copione. La superiorità della monoposto tedesca è evidente nei numeri e nelle dinamiche di gara. Almeno per il momento. Detto della piacevolissima notizia di una Ferrari competitiva e finalmente veloce - con un Maurizio Arrivabene soddisfatto tuttavia a metà perché convinto che avrebbe potuto fare molto bene anche Raikkonen, già nei guai per un contatto alla partenza - meritano applausi a scena aperta i due debuttanti sul palcoscenico della Formula 1, Carlos Sainz e Felipe Nasr. Il pilota spagnolo della Toro Rosso ha sfoderato le unghie allo spegnimento dei semafori, difendendo l'ottima posizione conquistata nel corso delle qualifiche. Determinato e veloce, verrà affondato da un pit-stop da dimenticare. Ottimo e pure di più anche l'impatto del brasiliano della Sauber (motore Ferrari, capito?), che approfitta del cambio gomme infinito di Raikkonen per sistemarsi al quinto posto e difenderlo fino alla fine dai sussulti di Daniel Ricciardo. Il verde che avanza e si esalta.

Semaforo rosso

Pronti e via e il gran premio fa 13. Fuori prima delle libere Alonso per i noti problemi del Montmelò e le Manor perché il software non gira come dovrebbe e il portafogli non aiuta. Fuori prima del via Bottas per una schiena (ernia?) che l'ha bloccato dopo le qualifiche. E fuori Magnussen (motore) e Kvyat (cambio) nel giro di allineamento. Poi, la partenza. Con Maldonado che finisce per margherite a causa di una serie di spintoni tra Sainz e Raikkonen e Grosjean che torna ai box per ragioni tutte da definire. Al terzo giro della prima gara della stagione, sono 13 le monoposto in gara. Un gruppetto di superstiti e nulla più. Uno spettacolo poco esaltante per il capitolo numero uno della Formula 1. Dietro la lavagna, con mugugni che potrebbero presto diventare cascate di lacrime, la McLaren-Honda che avrebbe voluto certamente presentarsi in modo diverso al primo appuntamento del campionato. Il motore non va. E Button ha fatto fatica a tenere il passo di Perez, che naviga su una Force India, non su una Mercedes. Alonso era a casa davanti la tv. Possibile che abbia cambiato canale.

La classifica piloti dopo la prima gara

Hamilton, 25 punti; Rosberg 18; Vettel 15; Massa 12; Nasr 10; Ricciardo 8; Hulkenberg 6; Ericsson 4; Sainz Jr 2; Perez 1

La classifica costruttori dopo la prima gara

Mercedes, 43 punti; Ferrari 15; Sauber 14; Williams 12; Red Bull 8; Force India 7; Toro Rosso 2

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