Calcio

Choc-Inter: curva Nord chiusa per razzismo

Il giudice Tosel applica la tolleranza zero per i buu contro Asamoah e Pogba. Niente ultras nella gara con la Fiorentina - il capo ultras: "Non siamo razzisti" - le nuove regole

Il francese della Juventus, Paul Pogba – Credits: Getty Images Sport

Curva Nord chiusa per razzismo. Era prevedibile, leggendo il resoconto di quanto accaduto in occasione di Inter-Juventus, ed è accaduto. Il giudice sportivo Tosel ha disposto la squalifica per un turno del 'settore secondo anello verde' come sanzione per i cori contro Asamoah e Pogba che sono finiti a referto del direttore di gara e degli altri ufficiali presenti allo stadio. Nessuna possibilità di mediazione, anche se si era trattato di poche unità e lo speaker era intervenuto immediatamente per far cessare le manifestazioni di discriminazione razziale.

La sanzione scatterà nella prima gara utile contro la Fiorentina (turno infrasettimanale). L'Inter è stata multata anche di 15.000 euro. Il dispositivo del giudice Tosel recita: "per avere alcuni suoi sostenitori, collocati nel settore dello stadio “secondo anello della curva nord” , rivolto a due calciatori della squadra avversaria , al 15° del primo tempo, al 10° ed al 15° del secondo tempo, grida e cori espressivi di discriminazione razziale (artt. 11, n, 3, e 18, comma 1 lettera e CGS);per avere, inoltre, suoi sostenitori, nel corso della gara, indirizzato reiteratamente un fascio di luce-laser verso l’Arbitro ed in calciatori della squadra avversaria, nonostante l’invito ripetutamente radio-diffuso a desistere da tale riprovevole comportamento"

Dal 5 agosto le norme sono cambiate e l'Italia si è adeguata alla tolleranza zero imposta dall'Uefa per gli episodi di discriminazione razziale e territoriale. La Figc ha cancellato con una circolare tutto il sistema di esimenti che consentiva alle società di limitare i danni se attive nella prevenzione e repressione degli episodi. Ora il Codice di giustizia sportiva (articolo 11) prevede "in caso di prima violazione" la"sanzione minima di cui all'articolo 18 comma 1 lettera e" che significa in soldoni "obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori".

Succede ancora? Multa di 50.000 euro più "obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse". Gli ultras non smettono? Si può arrivare alle squalifiche dello stadio fino a due anni o anche alla sconfitta a tavolino, penalizzazione, retrocessione o esclusione dai campionati. Nessuna mediazione possibile, insomma, secondo il Codice e società con le spalle al muro. Un sistema molto rigido e che rischia di impattare in maniera importante sulla stagione appena iniziata. Basta fare il conto delle multe per episodi di discriminazione nell'ultimo campionato. Una montagna si sanzioni (e di soldi).

Il primo a pagare è stato il presidente della Lazio, Lotito, che ha debuttato in casa con la curva Nord chiusa dopo i buu della finale di Supercoppa all'Olimpico (sempre Asamoah e Pogba tra le vittime degli ultras). La Roma ha iniziato senza curva Sud come eredità della squalifica rimediata al termine dello scorso campionato per i cori contro Balotelli. In luglio, prima della circolare del 5 agosto, Sassuolo e Juventus se l'erano cavata con multe salatissime per i fatti del Trofeo Tim, al centro di un vero e proprio mistero visto che il rapporto della Digos smentisce sia Constant che il direttore di gara.

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