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Calcio

Il Napoli non si ferma più. Europa League, sorrisi italiani

Gabbiadini e Callejon danno spettacolo in Danimarca. Bene la Lazio, sfortunata la Fiorentina. E nel ranking Uefa...

Non era iniziata benissimo, ma l'Italia ha messo un altro tassello nella manovra di avvicinamento all'Inghilterra e a quel terzo posto nel ranking Uefa che potrebbe significare il recupero di una squadra nella Champions League a partire dalla stagione 2017-2018. Merito dell'Europa League, che sta tornando terreno di caccia per le nostre squadre e che dall'anno scorso ci regala soddisfazioni e punti importanti.

A metà dei gironi autunnali il nostro distacco dalle inglesi è di 3,345 punti. Inferiore seppure di poco rispetto all'ultimo turno (c'è un saldo positivo di 0,125) e dobbiamo sorridere perché i risultati della Champions League ci avevano allontanato sensibilmente dall'Inghilterra. Adesso, invece, siamo a quota 63,939 contro il 67,284 della Premier League. Spagna (89,142) e Germania (70,177) restano davanti e inarrivabili, soprattutto gli spagnoli che dominano anche questo primo scorcio di stagione (7,375, 0,929 più dei tedeschi e oltre 2 punti meglio di inglesi e italiani) dopo il bis Barcellona-Siviglia di maggio.

Peccato per la Fiorentina e per i pareggi, evitabili, di Roma e Juventus in Champions League. Il bilancio settimanale delle italiane in Europa dice 2 vittorie (Napoli e Lazio), 2 pareggi (Juve e Roma) e una sola sconfitta per un totale di 1,000 punti. Non una performance straordinaria, ma sufficiente per guadagnare qualche decimale di punto sulle inglesi che hanno deluso in particolare in Europa League dove il Tottenham è stato sconfitto a Bruxelles e il Liverpool non è riuscito a vincere in casa contro il Rubin Kazan.

I club della Premier League hanno raccolto 0,125 punti nel giovedì di coppe (contro il nostro 0,666) e nel totale della settimana si sono fermati a 0,875. Il loro bilancio continua a essere migliore di quello italiano nel parziale di questa stagione, ma aver già perso due squadre nei preliminari li sta danneggiando e - se l'Italia sarà capace di portare a febbraio le 5 rappresentanti su 6 oggi in corsa - rischia di essere un gap importante.

Napoli, impresa in Danimarca

Nemmeno un turn over massiccio (sei uomini cambiati rispetto al successo in campionato contro la Fiorentina) ha condizionato il Napoli di Sarri. I partenopei attraversano un momento di condizione eccellente e le seconde linee si sono comportante bene come i titolari. Fuori Insigne e Higuain, prudenzialmente in panchina come Albiol, Hamsik e Jorginho, ci hanno pensato Callejon e Gabbiadini (oltre al solito Higuain per sigillare il 4-1) a dare spettacolo.

L'arrendevolezza dei danesi non deve ingannare. Prima della sfida erano in testa a pari punti con il Napoli che ha ipotecato la qualificazione ai sedicesimi con un'andata perfetta: tre vittorie su tre tentativi. I numeri dal giorno della svolta tattica col battesimo del 4-3-3 fanno paura: 7 vittorie su 8 partite, 22 gol fatti e 3 subiti. Difficile non pensare a una stagione da assoluta protagonista.

Lazio con un piede nei sedicesimi

La Lazio versione Europa ha un grande cuore e lo ha dimostrato reggendo all'urto del Rosenborg (3-1) pur giocando in inferiorità numerica quasi tutta la partita. L'espulsione di Mauricio al 6', pochi istanti dopo un clamoroso palo-traversa di Hoedt e Mauri, poteva segnare la serata e, invece, la squadra di Pioli è stata capace di gestire la difficoltà e uscire con un successo fondamentale.

Il ritorno al gol europeo di Matri, la solita rasoiata di Felipe Anderson e il tap in vincente di Candreva, dopo un rigore sbagliato dallo stesso, hanno confezionato il 3-1 che non dice tutto dell'intensità della gara dell'Olimpico. I norvegesi hanno fatto passare più di un brutto momento alla difesa laziale, colpendo due pali poco dopo il vantaggio di Matri e sfiorando poi la rimonta. Nel finale rigore parato da Berisha a Soderlund.

La Lazio è ora saldamente in testa al suo girone con 10 punti e ha fatto il vuoto alle spalle dove si trovano (a quota 5) Dnipro e Saint Etienne. I francesi hanno vinto in Ucraina aumentando i rimpianti per il pareggio subito dalla Lazio a tempo praticamente scaduto. Il Rosenborg, ultimo con un punto, è praticamente fuori da tutto.

Fiorentina, sfortuna ed errori

La cattiva notizia di serata l'ha regalata la Fiorentina, caduta per la seconda volta davanti al pubblico di casa: 1-2. Partita dominata dai viola e persa su due azioni dei polacchi nella ripresa: sotto con un doppio svantaggio, non è bastata la rete di Pepito Rossi a sistemare le cose. La speranza di agguantare almeno il paregio è svanita sull'ultima azione, quando Babacar ha messo fuori di testa a porta vuota.

Un'autentica beffa perché il Lech Poznan è parso nettamente inferiore alla squadra di Paulo Sousa, troppo spesso imprecisa e in serata non di gran vena. La sconfitta complica i piani nel girone: in testa rimane il Basilea (6 punti) malgrado il ko interno contro i portoghesi del Belenenses che, insieme al Lech Poznan, occupano la seconda posizione a quota 4. Chiude la Fiorentina con 3 punti. Servirà un girone di ritorno perfetto per riscrivere gli equilibri del gruppo.

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