Ora l’Europa ha paura di questa Juve

Lo diciamo da tempo: questa Juve non è da Champions, prima però provate a batterla. Ci ha provato il Celtic, ieri, ma è tornato a casa, anzi c’è rimasto, con le ossa rotta. Il risultato finale (3 a …Leggi tutto

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EPA/BRIAN STEWART

Lo diciamo da tempo: questa Juve non è da Champions, prima però provate a batterla. Ci ha provato il Celtic, ieri, ma è tornato a casa, anzi c’è rimasto, con le ossa rotta.

Il risultato finale (3 a 0) parla chiaro, ma ancora più roboante è la facilità con cui l’undici bianconero ha controllato l’urto di una squadra che fra le mura amiche la mette sempre sul piano della corsa, del pressing e dell’agonismo. Una partita che ha incensato, una volta di più, l’intelligenza tattica di Antonio Conte e la sua capacità di preparare le partite che contano.

Perché è inutile girarci intorno. Ieri si è visto in modo palese quanto conti per questa squadra il suo condottiero. Uno dei pochi allenatori al mondo capace di trasmettere schemi, messaggi e mentalità a ciascuno propri ragazzi.

Andate a rivedervi le marcature alla Claudio Gentile che i vari Liechsteiner, Peluso, Padoin hanno riservato agli scozzesi in occasione dei calci d’angolo. Andate a rivedervi le ripartenze a uno, massimo due tocchi per uscire dalla morsa del pressing biancoverde. Andate a rivedervi ciò che ha combinato Matri, trasformato da Conte in una punta con licenza di fare il Totti.

E insomma, a cinque partite dalla finale di Londra – ma per la Juve, possiamo dirlo facendo i debiti scongiuri, sono ormai quattro – l’Europa comincia a chiederselo: e se questa Juve fosse pronta a vincere anche la Champions League? E se gli schemi, la mentalità, l’intensità, la concentrazione dei Conte-boys pesassero di più delle giocate di Messi, Ronaldo e Rooney?

Al campo l’ardua sentenza. Per il momento godiamoci il passaggio del turno e la consapevolezza di essere fra le 8 migliori formazioni d’Europa. Se non di più.

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