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Calcio

La Sampdoria è tornata, non chiamatela neo promossa

Due vittorie su due, entusiasmo ritrovato e una società che investe sui giovani e sul multimedia. Viaggio nell'universo blucerchiato

I giocatori della Sampdoria esultano dopo la vittoria con il Siena (LaPresse)

Durante un anno può succedere di tutto. Figurarsi in due. La storia della Sampdoria somiglia ad un thriller con un lieto fine dolce, uno di quei film che si concludono esattamente come vorresti. Due anni fa, dopo la cavalcata storica in Champions League con Delneri alla guida, iniziava l'incubo. Eliminazione dai preliminari e poi giù, un tracollo fino alla retrocessione, scandito dai dolorosi addii di Antonio Cassano e Giampaolo Pazzini. Un anno fa i blucerchiati si ritrovavano nel purgatorio della B, in città si respirava clima di ingiustizia e delusione, aria di smantellamento. Tutto sembrava girare storto per una società che resta un'eccezione nel calcio italiano, realtà capace di portare allo stadio nella serie cadetta una media di oltre 20 mila persone a partita. L'annata della B si è conclusa nel migliore dei modi, con l'epilogo batticuore dei playoff e l'indimenticabile notte di Varese che ha regalato la serie A a Iachini & c. Poi al resto ci ha pensato la famiglia Garrone e il mestiere di Pasquale Sensibile, ds che si è preso le sue rivincite dopo un'inizio difficile. All'inizio dell'estate che va concludendosi si era subito colta la volontà di un nuovo e ambizioso progetto, iniziato da un nome che ha fatto sognare: Rafa Benitez.

Il presidente Edoardo Garrone ha fatto sapere di aver contattato il tecnico spagnolo per proporgli la panchina della Samp. "Tempi non maturi", l'affare è saltato. In blucerchiato è così arrivato Ciro Ferrara, promessa della panchina che dopo la difficile esperienza nella Juventus ha fatto bene con l'under 21. Con lui uno staff a cinque stelle: da Angelo Peruzzi a Massimo Neri, uomini di calcio da sempre. In un mercato arido di liquidità e occasioni la Sampdoria ha piazzato uno dei colpi più importanti accaparrandosi Maxi Lopez, in gol già nell'ultima partita. Con lui sono arrivati anche De Silvestri, l'ex juventino Estigarribia, il terzino della nazionale danese Poulsen e una chicca finale come Enzo Maresca. L'ex centrocampista del Malaga, dopo sette anni all'estero, torna in serie A con l'esperienza di un campione che ha vinto tanto ed è cresciuto moltissimo. Sarà lui a dirigere l'orchestra a centrocampo in una linea mediana che si preannuncia una delle più interessanti del campionato. Al fianco di Maresca Pedro Obiang, talento cristallino classe 1992, un giocatore da tenere d'occhio e icona perfetta del nuovo progetto Samp. Un mix tra giovani talentuosi e giocatori esperti per un modulo (il 4-3-3) spregiudicato e rivolto al gioco offensivo.

In pochi mesi l'universo Sampdoria è cambiato totalmente e dalle parti di Bogliasco, dove i blucerchiati si allenano, c'è ottimismo per una stagione che la Samp fatica ad affrontare sentendosi solamente una neopromossa. "Ricordiamoci che la Samp viene dalla serie B, anche se storicamente e per blasone è società di A. La realtà dice di restare con i piedi per terra, di prendere partita dopo partita. Abbiamo battuto il Milan, bene e dimentichiamo. Abbiamo battuto il Siena, bene e dimentichiamo. Ora c’è il Pescara. Se vai più in là della prossima partita, sbagli. E se sbagli, non puoi più stupire. Né sognare" ha spiegato Maresca in'intervista al Secolo XIX. Parole sante che però non distolgono l'attenzione da una società che è tornata ad essere tra le più competitive. Non solamente sul campo, come conferma tutto l'universo Sampdoria, un piano aziendale che negli ultimi mesi ha puntato forte sul multimedia sfruttando al meglio le piattaforme social come Facebook e Twitter, ristrutturando totalmente il sito internet e rafforzando il palinsesto di Samp Tv, il canale ufficiale del club. Intreccio di colori e voglia di respirare il grande calcio dopo due anni difficili dove i tifosi sampdoriani e la società si sono sentiti ancora più legati, condividendo il dramma (sportivo ed economico) della retrocessione, per poi risalire fino alle vittorie nel Gamper con il Barcellona e a San Siro contro il Milan. Risultati e voglia di Samp che hanno portato alla scelta di prorogare la campagna abbonamenti fino al 19 settembre per puntare a quota 21,000 fedeli, un risultato che suona già come un primo derby vinto nei confronti dei cugini del Genoa fermi a quota 15.000. L'ex presidente Paolo Mantovani lo aveva detto in tempi non sospetti: "I tifosi della Sampdoria hanno perso a Wembley e hanno cantato, hanno visto andare via Vialli e hanno cantato. Finché i tifosi della Sampdoria canteranno non ci saranno problemi per il futuro"

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