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Calcio

La notte amara di Allegri: "Dica la società se resto"

Paura, nervi tesi e la lontananza di tifosi e Berlusconi. Il tecnico del Milan uomo solo al comando. "Anche se me ne vado sarò l'allenatore con più punti in due anni" - Milan - Anderlecht, le foto - il sondaggio -

Milan-Anderlecht 12 LP

Massimiliano Allegri è stato fischiato insieme al suo Milan – Credits: La Presse

La deprimente notte di Champions contro l'Anderlecht rischia di essere il capolinea dell'avventura di Allegri sulla panchina del Milan. Non è una questione di esonero a breve, anche perché il tempo stringe e gli impegni incalzano. Il tecnico è, però, più che mai in discussione e in società è aperta la discussione sull'opportunità di una scossa per un gruppo che rischia di vivere l'intera stagione alla deriva con pericolose tensioni come dimostrato già nei novanta minuti contro i belgi.

"DICA LA SOCIETA' SE RESTO" - Anche Allegri l'ha capito: "Se resto lo deve dire la società" si è lasciato sfuggire a San Siro prima di rifugiarsi in una cena di conforto in centro a Milano. Sa di essere messo in discussione e di avere sempre meno argomenti: "Da diversi giorni leggo che sono sulla gratico, un giorno in più o in meno conta poco. Se andrò via sarò sempre l'allenatore che ha fatto più punti in due campionati: 162 - ha aggiunto amaro -. Ero in discussione lo scorso anno con 4 punti di vantaggio sulla Juventus, figuriamoci ora".

Il problema è che Allegri sembra sempre meno in sintonia con Galliani, che pure è rimasto il suo ultimo difensore all'interno della società, e soprattutto con Berlusconi che ha disertato San Siro per l'ennesima volta. In questa stagione si è visto solo nel Trofeo Berlusconi del 19 agosto contro la Juventus ("Mi dicono di stare zitto...") e poi più nulla: niente partite, niente commenti, niente passerella nel giorno della presentazione a Milanello.

SQUADRA CON I NERVI IN PEZZI - Il gruppo sta mostrando evidenti problemi di tenuta mentale. Soffre la situazione e non fa nulla per nasconderlo. Contro l'Anderlecht si è visto Boateng scagliare a terra una bottiglietta d'acqua dopo il cambio prendendosela un po' con l'allenatore e un po' con la curva che lo fischiava. Mexes ha rivolto ai tifosi un gestaccio. Brutti segnali a metà settembre.

A proposito dei tifosi. Contro l'Anderlecht si è sfiorato il record negativo in Champions: 27.593. Nelle ultime 50 partite casalinghe solo un'altra volta il Milan era sceso sotto quota 30mila. Era il 6 dicembre 2006 e si giocava contro il Lille una gara inutile e con tutti i titolari tenuti a riposo. La gente non segue più il Milan e quella poca che è andata a San Siro alla fine ha fischiato sonoramente giocatori, tecnico e società mentre sul tabellone rimbalzavano i gol di Ibra e Thiago Silva a Parigi. Un incubo.

MODULO CAMBIATO E IDEE CONFUSE - Allegri è parso spaventato sin dalla partenza. Ha cambiato modulo tornando al 4-3-2-1 giocando con una sola punta (Pazzini) una partita che avrebbe dovuto vincere a tutti i costi. L'Anderlecht è una squadra modesta come dimostra la scossa dopo l'ingresso di El Shaarawy, mentre l'assalto finale non c'è stato perché Bojan è rimasto in panchina (?!?) a osservare Constant prendere il posto di Emanuelson. Scelte dettate dalla paura di una sconfitta che avrebbe accelerato un processo già in atto: "L'importante è che non abbiamo preso gol e questo è un piccolo passo avanti". Piccolo, piccolissimo. Quasi impercettibile.

UDINE COME UN ANNO FA - Il calendario fitto è un alleato di Allegri, che ha iniziato malissimo il tour de force delle 7 partite i 22 giorni ma che non può essere sostituito senza rischiare di far fare alla squadra un salto nel buio. In 14 giorni ci sono 5 match di cui tre in trasferta (Udinese, Parma e Zenit) più il derby del 7 ottobre.

Si comincia a Udine domenica pomeriggio e il tecnico spera sia la gara della svolta come lo fu un anno fa quando il Milan vinse 2-1 in rimonta (Maxi Lopez ed El Shaarawy). Era un Milan in difficoltà che, dopo la sosta, aveva perso due volte, pareggiato in casa con il Napoli ed era sotto choc per la squalifica di Ibrahimovic. La Juventus lo aveva superato (46 punti contro 44), ma al Friuli le riserve dettero la scossa anche se poi la volata scudetto è finita male.

IN CHAMPIONS UN DISASTRO - Allegri paga anche un ruolino europeo mediocre. Nelle ultime 8 partite ne ha vinta una sola contro l'Arsenal negli ottavi il 15 febbraio scorso (4-0) rischiando poi la clamorosa eliminazione al ritorno. In tutto conta 5 successi 8 pareggi e 6 sconfitte, ma le vittorie sono arrivate contro gli avversari più modesti (Ajax e Auxerre nel girone del primo anno, Viktoria Plzen e Bate Borisov al secondo tentativo più l'Arsenal), mentre nei match con le big ha rimediato quasi solo figuracce. Spicca il 2-0 contro il primo Real Madrid di Mourinho e le quattro sfide col Barcellona di Guardiola dominatore sia a San Siro che al Camp Nou e quello non era il Milan 'normalizzato' di oggi.

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