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Calcio

Eranio licenziato dalla Tv svizzera dopo la frase sui calciatori di colore

L'ex calciatore di Genoa e Milan paga un quanto meno inappropriato commento tecnico durante la diretta di Bayer-Roma

Come Arrigo Sacchi, bollato come razzista nel febbraio scorso per aver detto che "ci sono troppi giocatori di colore nei nostri settori giovanili". Stefano Eranio, ex centrocampista dai piedi buoni, è stato licenziato stamane dalla televisione svizzera Rsi a causa di una frase davvero uscita male nel corso del commento tecnico di Bayer Leverkusen-Roma. Eccola: "I calciatori di colore sono forti fisicamente, ma quando c'è da pensare spesso sbagliano". La Rsi non ha voluto sentire le ragioni di Eranio, che all'Ansa ha fatto sapere di essere "avvilito, perché sono una persona perbene e non sono mai stato razzista". 

Le scuse, prima di tutto

"Mi prendo le mie responsabilità - ha aggiunto Eranio - Se ho ho fatto passare un messaggio sbagliato me ne scuso, ma addirittura farmi passare per razzista non ci sto. Non voglio che sia infangato il mio nome, la mia persona come allenatore e come calciatore di un certo livello che ha giocato con tanti giocatori di colore, come Desailly, che tatticamente è quello che ci fece fare il salto di qualità, e Weah. Sono del pensiero che i giocatori di colore non hanno mai curato l'aspetto tattico, non a caso non hanno mai vinto un Mondiale. Questi - conclude Eranio - sarebbero da querelare, perché non possono farmi passare per quello che non sono. Altri li avrebbe querelati, io no voglio essere superiore. Sono dispiaciuto per quanto successo ma spero che le persone capiscano. Non sono razzista e mi dispiace di avere dato questa impressione".

Quindi, la precisazione

Dice ancora l'ex calciatore di Genoa e Milan: "Non era mia intenzione offendere nessuno hi mi conosce sa come sono e adesso mi vogliono far passare per razzista per aver spiegato magari male una situazione tattica che tra l'altro coinvolgeva un giocatore, Rudiger, nato e cresciuto calcisticamente in Germania. Sicuramente è stato un errore tecnico, però io volevo far passare il messaggio che se culturalmente i giocatori di colore imparassero la tattica in campo noi non vinceremmo una partita". 

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