Italy's soccer players in Turin
Calcio

Conte a Torino, il grande gelo. Niente esaurito per Italia-Inghilterra

Il ct riceve applausi in città, ma la freddezza resta. E a Sofia si è detto disgustato delle polemiche intorno al caso Marchisio

Una breve passeggiata per prendere un caffè in centro. Antonio Conte è atterrato così sul pianeta Torino, con la faccia ancora indurita dalla stanchezza delle 48 ore più lunghe del suo mandato, vissute tra Coverciano e lo choc dell'infortunio a Marchisio e Sofia, con quel sibillino "affermazioni subdole" che è parso più di un riferimento ad Elkann e al veleno proveniente dalla Juventus. Ancora un paio di giorni e si saprà, cominciando con l'accoglienza dello Stadium per l'ex condottiero: fischi o applausi? Probabilmente né l'una né l'altra cosa, ma tanta indifferenza che farà, forse, ancor più male per un uomo di sport che vive di motivazioni ed emozioni.

La ferita delle ultime vicende non si è rimarginata. Anzi. E' ancora lì che sanguina con il ct che ha confessato al presidente federale Tavecchio il suo disgusto per quanto si agita intorno alla sua figura. Proprio così: disgusto. Parole forti per non nascondere nulla del sentimento vissuto da separato in casa con buona parte del calcio italiano. I rapporti con la Juventus sono formali e nulla più, quelli con gli altri club appena meglio come tradizione per tutti i ct che hanno guidato la nazionale. Ormai non è nemmeno più un problema di stage o spazi, che nella stagione che porta all'Europeo potrebbero anche essere trovati. E' una questione personale e il carattere non facile di Conte certamente non aiuta a smussare gli angoli.

Bulgaria-Italia 2-2: l'oriundo Eder salva Conte


Non risulta che nel lungo faccia a faccia di sabato mattina a Sofia, Conte abbia prospettato a Tavecchio una sua partenza anticipata dalla nazionale. Le dimissioni no, anche perché sarebbero vissute come una fuga vigliacca e il ct non ha voglia di appiccicarsi addosso questa etichetta e nemmeno di darla vinta agli altri. Però c'è un disagio profondo che difficilmente verrà sanato e la sensazione di essere accerchiato. Squadra e Figc sono con lui e lo hanno dimostrato nelle parole e nei fatti, ad esempio rendendo pubblico il video (privato) delle telecamere interne al Centro di Coverciano per smentire tutti quanti insinuavano che il k.o. di Marchisio fosse frutto di una fase di allenamento esageratamente pesante.

Restano le accuse e i sospetti. Conte non digerisce che si racconti di doppie sedute sempre e comunque, quando nei primi cinque giorni di ritiro è capitato solo una volta e molto si è lavorato davanti alla tv studiando schemi e situazioni tattiche. E' un perfezionista e un gran lavoratore, non vuole sentirsi ingabbiato nel ruolo di selezionatore e basta pur essendo consapevole che da qui alla fine del suo mandato accadrà. Poi tutti liberi, ma l'idea che possa accadere prima è da riporre in un cassetto anche se non si può prevedere nulla vista l'aria che tira.

Lo Stadium lo accoglierà con l'indifferenza di un mancato tutto esaurito per una sfida di cartello. Anche questi sono segnali e la Figc si deve essere pentita di aver spinto per portare la nazionale in casa juventina proprio adesso, a una settimana dalla sentenza della Cassazione su Calciopoli (con i simboli degli scudetti revocati che saranno coperti) e in mezzo alla bufera Conte. Si legge che potrebbero mancare sia Marotta che Andrea Agnelli e che in forse c'è anche la sponsorizzazione della Fiat alla nazionale, binomio che pareva inscindibile. Brutti segnali. Veleni. Novanta minuti e sarà tutto chiaro, poi ognuno per la sua strada fino al bivio decisivo in Croazia di metà giugno.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti