Calcio

Conte e la Juve avanti insieme: ecco perché

Fumata bianca dal vertice tra Agnelli e il tecnico. Ruolo, budget e ambizioni: non poteva andare altrimenti

Conte e Agnelli festeggiano sul prato dello Juventus Stadium – Credits: Afp

Tre ore di incontro per cancellare tutti i dubbi e dare alla Juventus la certezza che sarà ancora Antonio Conte a guidare la corsa bianconera. Unità di intenti non solo di facciata tra allenatore, presidente e dirigenza dopo giorni di rapporti turbolenti, piccolo (grande) gelo e qualche palpitazione per il popolo bianconero che temeva di perdere l'artefice della rinascita e del doppio scudetto post-Calciopoli.

Adesso non ci sono più ombre sul futuro, almeno quello immediato. Non poteva esserci divorzio tra Conte e la Juventus e divorzio non c'è stato. Sarebbe stato innaturale a metà di un ciclo che può essere ancora vincente e che è stato solo abbozzato grazie al lavoro di tutti. Tecnico, presidente e manager si sono visti come aveva chiesto Conte. La chiacchierata di una settimana fa a casa Agnelli non poteva aver definito le strategie. Serviva di più: serviva guardarsi negli occhi per capire obiettivi, strumenti e mosse a seguire.

"Abbiamo pianificato il 2013-2014" ha annunciato Agnelli e Conte ha aggiunto "per continuare a costruire". Quindi stretta di mano a favore di fotografi e telecamere e tanti sorrisi. Fine della telenovela che non è stata, però, solo un divertimento di fine stagione ma un vero e proprio confronto tra tecnico e società. Ecco i 5 motivi per cui Conte rimane alla Juventus:

1 - La Juve vuole continuare a vincere come Conte

Era la condizione numero uno posta dall'allenatore e le risposte sono state convincenti. L'obiettivo numero uno è il terzo scudetto consecutivo che riporterebbe il club al dominio degli anni Trenta (5 titoli consecutivi). La Champions League non è derubricata a sogno ma è una vera e propria ambizione anche per Agnelli. Magari non colmando il gap con le big d'Europa tutto in un colpo, ma pianificando una crescita costante nel tempo.

2 - Mercato e budget

I conti consentono di avere a disposizione circa 30 milioni di euro per il mercato. Altri soldi arriveranno dalle cessioni che Marotta dovrà portare a compimento anche per sfoltire la rosa che non potrà essere di 30 e passa elementi. Si lavorerà sulla qualità più che sulla quantità. Llorente non è considerato un top player e Conte ha chiesto una o due punte di altissimo livello: Higuain è il nome caldo ma non va scartato Jovetic. Poi servirà almeno un esterno (Nani) per poter ipotizzare un modulo differente dal 3-5-2 che in Europa si è dimostrato non completamente adatto. In tutto saranno 6-7 i volti nuovi e si lavorerà anche in difesa dove piace Ranocchia. In Italia assalto a Lodi e Diamanti.

3 - Cessioni e rinnovamento

Conte ritiene che la squadra vada rinfrescata nelle forze e nelle motivazioni dopo due stagioni stressanti e vincenti. Molti andranno via ma non gli uomini che il tecnico ritiene centrali per il suo progetto e che nelle ultime settimane sono stati chiacchierati per motivi diversi: Pogba e Vidal. Il cileno non sarà il giocatore con cui fare cassa e il francese è quello che ha più impressionato Conte per i progressi. Possibile la partenza di quasi tutto il parco attaccanti: anche Vucinic non ha il posto sicuro e potrà essere usato per fare cassa così come Matri e Quagliarella. Ha mercato Lichtsteiner e davanti a una buona offerta partirà al pari di Isla, riscattato per non fare minusvalenza ma che ha deluso. Cambiano gli esterni.

4 - Come poteva finire diversamente una storia d'amore?

Non poteva e, infatti, non è accaduto. Al di là delle schermaglie dialettiche Conte ha parlato da capo popolo interpretando anche i pensieri della gente bianconera. Chiedere una squadra competitiva e che non si accontentasse di guidare in Italia era nella testa di tutti. Ha fatto valere la posizione di forza di chi è stato autore di un ottimo lavoro. Aveva altre offerte? Di sicuro la sua crescita aveva attirato attenzioni dalla Premier League e non solo. Arriverà anche il momento del distacco ma non poteva essere adesso. Lo sapeva Conte e lo sapeva anche Andrea Agnelli che con le parole a sorpresa pronunciate a Sky ha voluto chiudere la porta al suo allenatore per evitare fraintendimenti. 

5 - Crescita professionale e adeguamento economico

Mai stato un problema di soldi e in questo Conte è stato coerente. Di sicuro, però, restare alla Juventus e continuare a vincere servirà anche al tecnico per rafforzare il suo curriculum professionale. Già oggi è l'allenatore più pagato d'Italia e Agnelli non avrà alcun problema a riconoscergli il lavoro svolto. Il suo contratto sarà adeguato ai livelli di mercato e portato intorno ai 5 milioni di euro netti: due anni fa erano 1,5 al momento della firma dal Siena, già ritoccati a circa 3. Quando sarà il momento anche l'addio potrà essere sancito con una semplice stretta di mano. Ora l'unità di intenti è totale.

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