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Lisa Edelstein: "Famosa io? Ma non fatemi ridere!"

Così la protagonista di 'Dr. House': "La celebrità è uno strano meccanismo, il successo è solo il sottoprodotto del mio lavoro"

Lisa Edelstein

– Credits: Ufficio Stampa

Digiti il suo nome e la rete impazzisce. Tra fan club, forum dedicati e followers scatenati sui social network, Lisa Edelstein vanta un numero di ammiratori da capogiro. Classe 1966, l’attrice statunitense - ospite del Taormina Film Fest- è una veterana delle serie televisive: da Ally Mc Beal a The West Wing, dai sette anni in Dr.House fino a The Good Wife.

Eppure, se le chiedi cosa pensi dei suoi milioni di fan sgrana incredula gli occhi blu mare e si limita a rispondere un timido: “Non me lo spiego, è buffo, un po’ mi fa piacere, un po’ mi terrorizza: preferisco non pensarci, concentrarmi sul mio lavoro e farlo bene”.

Si arrenda all’evidenza: ormai è una star.
Dice? Eppure io non mi vedo così famosa. Sia chiaro, mi sembra di aver avuto moltissime chance e di averle sfruttate come potevo, per intenderci: un ruolo come quello della direttrice sanitaria Cuddy lo prendi al volo, non ci stai a pensare su. Però ci tengo a dire che per me il successo non è mai stato l’obiettivo. Semmai il sottoprodotto del mio lavoro. E ora sono contenta che qualcuno lo apprezzi, però la "celebrità", queste cose qui, lo trovo un meccanismo strano e lontano da me.

Cosa consiglierebbe alle attrici più giovani e inesperte?
Guardarsi dentro e valorizzare quel qualcosa di speciale che hanno, perchè sarà l’unica particolarità che potrà davvero farle risultare originali e distinguerle dalle altre. Scegliere sempre cose di cui andare fiere. E non dimenticarsi di vivere al massimo la loro vita.

Il vantaggio e il limite di lavorare nella lunga serialità?
Il vantaggio è poter costruire meglio il personaggio, lentamente, mentre in un film è tutto più immediato. Il limite è che a un certo punto devi chiudere e accettare, in senso positivo, che è finita, che più di quello non potevi fare, che è giusto staccarsi. Proprio come ho fatto io (ha lasciato la fiction prima della stagione finale, ndr).

Come spiega il successo della coppia Cuddy-Dr House?
In un ospedale sei costantemente sospeso tra la vita e la morte, questo crea tra i personaggi dinamiche forti, decisamente interessanti. Poi interpretare Cuddy per me è stato un privilegio: è una tipa tosta, una donna forte e potente. Certo, magari avrebbe dovuto divertirsi di più!

Nella sua carriera ha interpretato anche il ruolo di un transessuale, com’è andata?
Ho tanti amici trans, ho solo cercato di recitare con ironia. C’è chi si preoccupava che interpretandolo avrei perso il lavoro, ci sono troppi pregiudizi, per me era essenziale renderlo con la giusta sensibilità.

Adesso, dopo Dr. House, cosa succederà nella sua vita?
Sto lavorando su un progetto segreto, non posso parlarne, posso solo dire che lo sto anche scrivendo. Non riesco a stare troppo ferma nella vita, devo sempre lavorare su qualcosa di creativo.

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