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io e Patrick Dempsey, dott. Stranamore

Premetto. Quella che ho per Grey’s Anatomy è una vera e propria dipendenza. Anzi, visto che stiamo parlando di una serie tv ambientata in un ospedale, il Seattle Grey, la definirei una malattia. Ma a sostenere ulteriormente questa sudditanza psicologica …Leggi tutto

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Premetto. Quella che ho per Grey’s Anatomy è una vera e propria dipendenza. Anzi, visto che stiamo parlando di una serie tv ambientata in un ospedale, il Seattle Grey, la definirei una malattia. Ma a sostenere ulteriormente questa sudditanza psicologica al telefilm americano c’e’ soprattutto lui, Patrick Dempsey, ovvero Derek Sheperd, ovvero il dottor “Stranamore”. Uno degli uomini più sexy del pianeta. E non lo dico solo io che rappresento la telespettatrice media italiana, ma lo ha eletto tale – al secondo posto– il magazine People.

Bene, due giorni fa la mia amica Irene Tarantelli me la butta lì “Ste, te sei mica un’appassionata di Grey’s? No, perché c’e’ in Italia Dempsey e si può andare ad intervistarlo”. Ero già lì. In uno di quegli studi fotografici molto fusion che affaccia sul quartiere di design di Milano. Entro – ammetto, vestita di tutto punto – e supero la barriera di adolescenti urlanti con smartphone, notes, zaini e maglie varie da farsi autografare in preda all’ansia da incontro. Mi faccio una domanda. “Ste, tu e loro avete almeno una ventina di anni di differenza..” Quindi mi convinco che forse la mia passione – adolescenziale – per quell’attore che nn è sfacciatamente bello come Brad Pitt o George Clooney, ma che è straordinariamente affascinante, sì, forse è un po’ da rivedere.

 

Poi però varco la soglia della sala della conferenza stampa e mi si apre un mondo. Nn sono più sola. Anzi. Diciamo che dall’eta media delle donne presenti in tailleurino e trench, forse son persino la più giovane. Tutte agitate ad aspettare lui. Hellen Higgins presenta l’evento degli occhiali da sole ultraleggeri di cui Dempsey è testimonial. Scorrono le immagini del backstage dell’ultimo spot pubblicitario che lo vede protagonista. E alla fine entra lui. Ovazione. Tutti in piedi, nn sulle punte dei piedi per vederlo meglio.. Sulle sedie, sulle poltrone, sui tavoli. Un delirio. Bocche aperte. Facce da abete. E via così.

Bello è bello. Niente da dire. Ma forse è più spettacolare vedere quante donne siano ammaliate da quell’uomo “normale” e incredibilmente magnetico che mette d’accordo tutte. Giovanissime e “antenni”. Sorride, sorride e sorride.

E appene scenda dal palco per le interviste, si avvicina al corner sponsorizzato. Spalle al muro, e sguardo indeciso su dove guardare. Lui sembra più emozionato di noi, tre giornaliste donne rispettivamente di una tv italiana, un’ austriaca e una spagnola. Ma scherza con tutte. E quando arriva il mio turno sfoggia il migliore dei suoi sorrisi (dai lasciatemelo credere) e preparatissimo, mi stringe la mano tra le due sue e mi chiama per nome “che piacere Stefania”. Ecco, è esattamente come nel telefilm. Anzi è molto più affascinante. Perché un po’ di timidezza la tradisce, perché butta dentro appena può una battuta che lo renda più umano. Perché – sarà pure per sponsor – ma porta gli occhiali.

Perché alla fine di tutto, quando – ammetto – anche io cedo e gli chiedo un’autoscatto insieme dal telefonino, lui risfioggia il sorriso-arma e mi dice che se voglio ce la facciamo fare dal suo fotografo. Che ovviamente nn c’è, perché in quella ressa già riuscire a guardarsi in faccia è un miracolo. L’autoscatto dà grande soddisfazione. Patrick sorride. Bello. Ma soprattutto normale. E allora forse se è questo che tanto ci piace basterebbe vederli un po’ più da vicino per trovare anche i “normali” accanto a noi, un po’ più affascinanti

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