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Spazio

Il Sole aveva un gemello?

Miliardi di anni fa la nostra stella avrebbe avuto una compagna, orbitante a un anno luce di distanza, poi “migrata” nella Via Lattea

Il Sole non è stato sempre solo. Almeno nella sua prima infanzia potrebbe aver avuto una stella compagna, con la quale danzava in un’orbita stretta, separate appena da circa un anno e mezzo luce, centomila volte la distanza Terra –Sole.

A sostenerlo uno studio recentissimo ad opera di scienziati dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Cambridge, Massachusetts) e dell’Università californiana di Berkeley, che dimostra come le stelle simili al Sole nascono quasi sempre in un sistema stellare binario.

La leggenda di Nemesi

In realtà, già negli anni ’80 era stata invocata la presenza di un gemello del Sole per spiegare la ciclicità delle cinque grandi estinzioni di massa avvenute sulla Terra: si ipotizzò la presenza di una sorta un “alter ego” della nostra stella, in grado di provocare tempeste di asteroidi e comete ogni qual volta la sua orbita lo portava a transitare vicino ai confini del nostro Sistema, dove si trova la nube di Oort, una “ciambella” composta da miliardi di corpi rocciosi che lo circonda e delimita.

Di fatti fu battezzato Nemesi, come la dea greca della giustizia riparatrice, ma nome che evoca anche una serie di avvenimenti e catastrofi ineluttabili.

Secondo la teoria emanata più di trent’anni fa (e peraltro mai abbandonata da alcuni astronomi che l’avevano abbracciata) Nemesi sarebbe una nana rossa, cioè una stella più piccola e meno luminosa del Sole, ma abbastanza massiccia per scatenare perturbazioni gravitazionali sugli oggetti della Nube di Oort, tanto da scagliarli contro la Terra: sarebbe dunque la causa dei bombardamenti di asteroidi che si ritengono responsabili dell’estinzioni di massa, avvenute a distanza di 27 milioni di anni ciascuna, un tempo compatibile con il periodo orbitale di Nemesi.

Tuttavia, con l’avvento dei telescopi giganti e di quelli spaziali negli anni ’90 non fu mai trovata traccia di questo ipotetico astro.

Che fine ha fatto Nemesi?

La spiegazione della sua assenza potrebbe arrivare dalle osservazioni che gli studiosi americani hanno effettuato con il radiotelescopio Very Large Array nel Nuovo Messico e col James Clerk Maxwell Telescope alle Hawaii.

Gli strumenti sono stati puntati sulla Nube di Perseo, un ammasso di gas e polveri distante seicento anni luce, dove ferve la produzione di nuove stelle.

Per la prima volta gli astronomi hanno condotto un’indagine sistematica sui singoli astri in questa nursery stellare e hanno visto che in tutti i sistemi binari dove le stelle distano meno di un anno luce, queste sono molto giovani, a differenza degli astri “solitari” che invece hanno parecchi miliardi di anni di vita.

Hanno così usato delle simulazioni al computer per spiegare i risultati delle loro osservazioni e “l’unico modello in grado di riprodurre i dati osservativi indica che tutte le stelle simili al Sole, nella Nube di Perseo, si sono formate in coppia, ma nel giro di un milione di anni gli astri si avvicinano maggiormente o si allontanano, diventando così in quest'ultimo caso stelle singole, scenario che accade il sessanta per cento delle volte” dicono gli astronomi.

Una stella errabonda

E questo sarebbe proprio quello che è successo al Sole e Nemesi: nate insieme, si sarebbero allontanate dopo qualche milione di anni, un battito di ciglia nell’evoluzione stellare: la nostra stella infatti ha già cinque miliardi di anni e ne vivrà altrettanti prima di spegnersi.

Nemesi dunque sarebbe esistita, ma è stata poi risucchiata nei meandri della Via Lattea dove si trova tuttora a vagare.

Naturalmente, tra i milioni di stelle che compongono la nostra galassia, risulta impossibile identificare quale sia quella che ha abbandonato il fratello maggiore quattro miliardi di anni fa: forse è già stata “adottata” da un altro sistema stellare doppio, allargando così la famiglia a tre membri (non è raro: Alfa Centauri, la stella più vicina a noi, è un triplete di astri), oppure catturata dalla gravità di una stella più grande, con la quale ora orbita in compagnia.

Una cosa però è certa: la sua fedina penale di killer va ripulita, perché la teoria delle estinzioni periodiche dovute al passaggio di una stella non regge più, secondo quanto appena elaborato dagli astrofisici americani.

Infatti, quando Nemesi si è allontanata dal Sole non era ancora avvenuta la prima grande estinzione sulla Terra, anzi, manco c’era vita su quell’ammasso informe di polvere e roccia che poi si sarebbe solidificato milioni di anni più tardi formando il nostro pianeta.

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